Beppe Grillo, lo scandalo de L'Espresso tanto sbandierato ieri nelle anticipazioni rilasciate coinvolge l'autista e la sorella della seconda moglie Parvin Tadjk. Già si parla di macchina del fango e di attacchi premeditati, intanto per il momento, dagli interessati, sembrano giungere più che altro espressioni di perplessità.

Beppe Grillo è al centro dello scandalo de L'Espresso, si legge un po' ovunque sulla stampa, ma non è in realtà un'affermazione precisa. L'inchiesta de L'Espresso non tocca mai infatti in maniera diretta il portavoce del Movimento 5 Stelle, concentrandosi invece su Walter Vezzoli, l'autista di Beppe Grillo, nonché attivista 5 Stelle, e sulla cognata, ovvero la sorella della moglie Parvin Tadjk, Nadereh.

Reazioni forti da Vezzoli non sono certo arrivate, tanto che le parole dell'autista appaiono tranquille, con un fondo di perplessità per il polverone scatenato dall'Espresso. Prima di vederle riassumiamo in breve su cosa verte l'inchiesta.

Lo scandalo dell'Espresso parla di 13 società aperte in Costa Rica. Di queste quattro sono anonime e non si sa chi ne siano gli azionisti. Tuttavia tra gli amministratori risulta oltre a Vezzoli anche Nadereh Tadjik. Tuttavia queste società non sono il fulcro dell'indagine, dato che si tratta di società davvero piccole, quasi inconsistenti, con meno 10 mila dollari di capitale ciascuna. Ci si chiederà: ma allora dov'è lo scandalo? L'Espresso punta su un progetto di una delle società, denominato Ecofeudo, un resort da trenta ettari di cui si prevedeva la costruzione sulle colline della baia Papagayo.

Vezzoli ha così spiegato il progetto: "Intanto una premessa: l'articolo che viene citato parla di un resort che non esiste e non doveva neppure esistere. Il mio sogno era quello di creare 30 abitazioni autosufficienti dal punto di vista energetico, con depuratori che riciclassero l'acqua piovana, pannelli solari. Le pale eoliche. Un sogno. Solo che non ho mai trovato gli investitori e quindi il villaggio è rimasto sulle scartoffie di società aperte e chiuse".

Beppe Grillo quindi non è coinvolto direttamente nello scandalo, e questo scandalo tanto sbandierato potrebbe essere solo una bolla di sapone. Sulla stampa si comincia a parlare di un polverone che non ha niente dietro la polvere. Vedremo come si svilupperà la vicenda, per ora l'attacco de L'Espresso non sembra molto penetrante.