I Vip e gli intellettualisalgono sul carro di Grillo. Se ne contano ormai tanti, da Dario Fo ad AdrianoCelentano, da Michele Placido a Franco Battiato, come si legge sui giornali.
È un fenomeno già visto,perché i vichiani corsi e ricorsi della storia si ripetono puntualmente.
Ricorderete l'ascesa delpartito socialista di Craxi e la fuga di tanti personaggi dello spettacolo edella cultura su quel carro che aveva i colori della novità e della modernità.Il nuovo fa paura e affascina, tocca i sentimenti e l'Io bambino che è inognuno di noi.
Già i sondaggi, come una marea, orientano l'elettoratoverso il vincitore presunto, perché si fondano sui vecchi adagi, "volere èpotere", "se dici che vinci, vincerai".
È lo stesso meccanismo che muove lemode e l'ascesa di alcuni personaggi.
Non si tratta di un fenomeno fondato sul calcolo, cipuò essere anche questo ovviamente, ma su un impulso psicologico che induce aesplorare strade nuove, specialmente in momenti di delusione.
Del resto nella storia s'è sempre vagheggiato il "liberatore",il "redentore", querce che distillano miele (Virgilio).
Tuttavia la fuga sul carro di Grillo ha anchespiegazioni peculiari e interne alla sinistra e a una parte dei berlusconianidi giornata.
Nella sinistra ci sono stati sempre i cosiddetti "puri",i militanti e i condottieri abbarbicati al passato, alle radici, come unaquercia.
Nel popolo della sinistra ci sono sempre stati isognatori, i contestatori, che hanno fatto fatica a passare dalla protesta allaproposta e al governo; abbiamo sperimentato i partiti che si muovevano inparallelo su due direttrici: i partiti di protesta e di proposta, un giorno inpiazza e un giorno al governo.
Già Enrico Berlinguer, che era un uomo onesto e saggio,ebbe difficoltà ad accelerare il rinnovamento del PCI per il fondato timore diperdere pezzi di partito e di seguaci.
Oggi che il PD si è spostato al centro, anche con lacontaminazione dei vecchi democristiani, una larga parte dei seguaci si è sentivaorfana e, alla prima occasione, è saltata su un nuovo carro.
Una parte del PD si sente tradita negli ideali, nelcuore dei suoi valori, per questo nella sinistra nascono sempre nuove formazioni politiche,e ora si registra questa fuga sul carro di Grillo, che non è solo il carro delvincitore, ma il carro del salvatore.
A destra, specialmente tra i berlusconiani, nel 94 cifu chi aveva sognato, per motivi opposti a quelli della sinistra, in un "Deus ex machina" che, come nel teatro di Euripide, scendesse incampo per risollevare il paese dal caos nel quale era caduto con tangentopoli.
Si trattava di piccoli artigiani,imprenditori, un polo colmo di delusione e rancore.
Questo sogno non si è avverato, perché ognisogni quando si materializza in qualche misura si sporca, svanisce. Persino ilnobile messaggio del cristianesimo, nella realtà si è sporcato, si è svilito.
Questi sogni sono irrealizzabili, perché ipolitici, tutti, fanno parte del popolo; non ci sono da una parte gli onesti edall'altra i disonesti.
È bello ed è giusto sognare, ma il sogno èsolo una stella polare, una tensione morale, un traguardo irraggiungibile.
Per vivere dobbiamo ogni giorno fare iconti con la realtà, che è complessa e difficile, la fuga non paga e non risolve i nostri problemi.