La famiglia? InItalia forse conviene non averla. A dirlo sono le applicazioni pratichedelle stesse leggi dello Stato. Uno dei tanti paradossi di questa Penisola. Basta fare dueconti, anche senza un commercialista di fianco, per capire che le unioni difatto, in Italia, sono favorite. Prendiamoad esempio i casi di due nuclei composti da padre, madre con un figlio conredditi identici senza casa di proprietà.

Prima coppia, sposata - Laprima è una coppia sposata che dichiara i redditi di entrambi i genitori. Nelcaso sia il padre che la madre abbiano un reddito di 15mila euro annui ciascuno,la dichiarazione dei redditi ammonta a complessivi 30mila euro annui.

Stando alle tabelle pubblicate sul sitodell'Inps, a loro spettano 46,71 euro di assegni famigliari mensili.

Seconda coppia,convivente – La seconda coppia ègemella della prima, ma padre e madresono solo conviventi e non figurano nello stesso nucleo famigliare. Ognunodichiara 15mila euro ma lei risulta ragazza madre (anche se lui convive e hariconosciuto il figlio) e si vedecorrispondere una cifra di 125,88 euro (+79,17 euro mensili rispetto allafamiglia precedente).

Terzo caso, con lavoro autonomo – Volendo ci sarebbe ancheun terzo caso, quello in cui uno dei due componenti della coppia sposata abbiaun lavoro autonomo. In tal caso il rischio è addirittura di non prendere nulla:infatti per ottenere gli assegnifamigliari il 70% del reddito complessivo deve derivare da lavoro dipendente.

Ecco dunque che una terza coppia con caratteristiche reddituali analoghe alleprecedenti (ma con redditi derivanti per un 50% da lavoro autonomo) per loStato non ha diritto ad assegni famigliari.

Disparità anche per l'Isee – Se anche nulla cambia tra levarie situazioni a livello di detrazioni d'imposta per figli a carico, cambiainvece, eccome, la questione Isee (l'Indicatore della Situazione Economicaequivalente). La dichiarazione Iseeè infatti sempre più richiesta peraccedere a condizioni agevolate a prestazioni sociali o a servizi di pubblicautilità. In tal caso, tornando agli esempi fatti in precedenza, il modello della persona che si dichiara single avràsempre indicata una cifra pari alla metà (15mila euro) di chi è "costretto" adinserire entrambi i redditi (30mila).

L'unionedi fatto ottiene così maggiori agevolazioni, dall'iscrizione all'asilo alpagamento della mensa scolastica, dal contributo per l'acquisto di libri ditesto al pagamento del ticket all'Asl. C'è da dire che esistono anche altre agevolazioniper le famiglie tradizionali, ma solo per quelle che hanno dai quattro figli insu. I numeri parlano chiaro. La coppiadi fatto, in sostanza, dichiarando i redditi separatamente, è sempre favorita.