Il messaggio trasmesso dalle foto scattate dal fotografo Carlo Furgeri Gilbert per la campagna pubblicitaria inerente alla collezione primavera/estate 2013-14 denominata Cogito ergo exprimo del brand campano "Piazza Italia" è ancora una volta molto forte e diretto. A comunicarlo, in modo cinico e ironico, è il volto di tanti giovani che, rappresentando la "la gente comune", si fanno portatori di un messaggio collettivo dai toni ormai sbiaditi e disillusi.

Truccati da mani esperte, ognuno di loro ha sul volto uno di questi slogan leggibili in molte delle grandi città italiane su mega cartelloni pubblicitari: c'è chi esclama "Il mio materasso è più affidabile della banca" - "Solo il debito è rimasto pubblico" - "Il mio cervello vorrebbe restare", o ancora "Non sono giovane a tempo indeterminato" - "I tagli alla squola fanno malisimo" - "Anno nuovo, facce vecchie".

In questo periodo nero che sta attraversando l'Italia si fa di tutto per spingere la popolazione alla riflessione, sperando di suscitare una reazione che permetta qualche sintomo di miglioramento. La polemica sollevata da Piazza Italia è sopratutto di carattere politico ed è attraverso undici slogan diversi scritti su undici volti che la moda inizia a "dire la sua" in ambito sociale, scagliandosi contro istituzione come la scuola o settori come quello dell'economia.