"C'è sempre una prima volta" potrebbe essere lo slogan di chi sostiene una candidatura femminile al Quirinale, e un altro potrebbe essere "se non ora, quando"? Perché i tempi ormai paiono essere maturi: è la seconda volta  dal dopoguerra ad oggi che si presenta questa possibilità.

La prima volta fu nel 1992 quando Nilde Iotti , che era stata per 13 anni Presidente della Camera dei Deputati, fu la piu votata al quarto scrutinio dove prese 256 voti, che però erano poco più  della metà di quelli necessari all'elezione del Capo dello Stato.

Ora il testimone sembra passato nelle mani di Emma Bonino, già Vicepresidente del Senato  nella passata legislatura, Ministro del Commercio Internazionale e delle Politiche Europee e Commissario Europeo per gli Aiuti Umanitari e la Tutela dei Consumatori.

Se i veti incrociati dovessero sbarrare la strata della Bonino,  in seconda battuta potrebbe toccare ad Anna Maria Cancellieri che ora come ora gioca il ruolo di outsider ma le sorprese in questo campo sono dietro l'angolo, ricordiamo l'elezione di Scalfaro sempre nel 1992 che riporto una larga maggioranza nella 16 votazione e che nelle prime 15 aveva raccolto solo briciole di consensi.

Detto che un altro nome di un certo peso  quello del capogruppo al Senato del PD ed ex ministro per le Pari Opportunità del governo Prodi,  Anna Finocchiaro, sembra aver perso quota per diatribe interne allo stesso PD, resta da commentare la notizia del giorno ossia il no, grazie di Milena Gabanelli.

Il nome della giornalista e conduttrice televisiva che è nota soprattutto per la trasmissione di inchiesta Report costituiva di certo la candidatura più eretica tra quelle fino ad ora proposte ma l'interessata, con una lettera al Corriere della Sera, ha declinato cortesemente la proposta del M5S, dichiarandosi sorpresa, lusingata ma anche di sentirsi inadeguata a ricoprire una simile carica.