La novità non è da poco. La candidatura di Milena Gabanelli, eroica giornalista apprezzata dal pubblico per lescomode inchieste del bellissimo "Report",è quanto emerge dalle Quirinarie, il referendum online proposto dal MovimentoCinque Stelle per scegliere il nome del candidato alla prossima presidenzadella Repubblica.
Se è difficile che la giornalista accetti realmente la candidatura (ha già comunicato che intende continuare a fare il suo mestiere), la novità che emergeda questa scelta è notevole.
Quella più evidente è la scelta di una donna.
Non si tratta peròdi una prima volta, e la scelta potrebbe rappresentare una vera svolta soltantonel momento in cui si arrivasse davvero all'elezione di una donna in una caricada sempre maschile.
La novità più nascosta ma in fondo più eclatante, riguarda inveceproprio il Movimento Cinque Stelle,che sembra lasciare intravvedere un leggero cambiamento rispetto al "duri epuri" dell'inizio.
E' infatti la prima volta che dal blog di Grillo, ci si lasciaandare ad una possibile intesa con altre parti politiche, consigliando aBersani come il nome della Gabanelli potrebbe essere un punto di accordo con ilPD, da cui muoversi verso nuove larghe intese in tema di giustizia e leggeelettorale.
Dopo settimane in cui si è ribadito, anche con insulti e terminicoloriti, l'estraneità del Cinque Stelle ad ogni forma di alleanza, forsequalcosa di nuovo, e di vecchio insieme, si sta muovendo.
A due mesi dalle elezioni, probabilmente ci si sta rendendo contoche l'essere "contro tutto e tutti", come vorrebbe l'ideologia, in politica nonpuò pagare. Il continuo rifiuto di alleanze, lapretesa di dover governare da soli, alla lunga rischia infatti di essere unascelta che potrebbe ritorcersi contro il Movimento. Tra quanti lo hanno votato,inizia infatti a serpeggiare un certo malumore, perché i tanti propositi dellavigilia elettorale e il successo delle urne fino ad ora si è tradotto in unnulla di fatto.
Errori, cadute di stile, vere e proprie manifestazioni di ignoranzache non dovrebbero essere patrimonio di un parlamentare che vuole innovare (nonultimo lo scivolone in merito all'età del presidente, principio sancito proprioda quella Costituzione che gli appartenenti al Movimento hanno sempre indicatocome baluardo della loro politica), hanno infatti già minato la fiducia deglielettori.
Se davvero si tornasse alle urne, probabilmente qualcuno cipenserebbe su, prima di ridare il proprio voto al nuovo che avanza. E questo,non converrebbe certo a chi si è proposto come obiettivo principale quello didover dare una svolta alla politica italiana.