È stato respinto il ricorso con ilquale i nostri governanti chiedevano lo sblocco dei fondi, pari a 46,6 milionidi euro, finalizzati allo smaltimento dei rifiuti della Campania, che nelnapoletano è sommersa dalla spazzatura.

Da piùparti si diceva che i sacrifici e la figura di Monti avevano fatto acquistare all'Italia grande credito in Europa. I fatti ci dicono che il nostro peso e ilnostro credito sono scarsi, anche per i nostri comportamenti. Insomma non basta un loden bene indossato perfarci acquistare credibilità.

Insostanza la Corte di giustizia Ue bacchettal'Italietta di sempre, considerando legittimo il blocco deciso da Bruxelles,perché collegato alla gestione dei rifiuti e alla raccolta differenziata in cuil'Italia è carente, specialmente in Campania, tanto che l'Europa aveva ritenutodi attivare la procedura d'infrazione.

DaBruxelles giunge anche un'altra cattivanotizia: la Commissione Ue deferirà l'Italia per la seconda volta allaCorte, con conseguente comminazione di una multa, stante la mancata esecuzionedella prima sentenza sulla disastrosa gestione dei rifiuti a Napoli.

Girando per le strade di Napoli lasituazione appare palesemente migliorata, non ci sono più i cumuli dispazzatura e l'odore acre dell'immondizia putrefatta. Tuttavia, ancoracassonetti fanno cattiva mostra di sé; sul retro di un grande albergo, che siaffaccia sul golfo in via Caracciolo, ho visto almeno una decina di cassonettiin mezzo alla strada.

Se poici si sposta di qualche chilometro dalcentro, verso il parcheggio Brin, si trovano aiuole incolte, con le erbaccealte frammiste a rifiuti di ogni genere.

Lungo tutta la strada, complice ilvento, l'inefficienza dei servizi e il malcostume, detriti e bottiglie diplastica schiacciate dalle auto.

Agliocchi dell'Europa sembriamo dei bambinicapricciosi e disubbidienti, meritevoli di essere puniti. Purtroppola condanna del 2010 non c'è servita d'insegnamento e ora ne rischiamo un'altrapiù pesante.

È unfatto sintomatico di come l'Italia vada a rimorchio dell'Europa, incapace digestirsi come un paese civile. Furbiziae malcostume impediscono non solo una gestione efficiente ed efficaciadella raccolta dei rifiuti ma anche del sistema paese nel suo insieme. Laspazzatura ci sommerge; inquina le falde acquifere e il terreno; distrugge ilpaesaggio e l'ecosistema. 

Arriverà la Tares a svegliare gli italiani daquesto sonno della ragione e forse capiremo che non possiamo comportarci più dabambini. Percrescere dobbiamo liberarci innanzitutto della spazzatura morale che ormai dilaga; capire che non esistonoscorciatoie, per progredire ci vuole coraggio e impegno.