È ormai nota la sintesi della lettera allarmante che il presidente delSuperInps Mastrapasqua ha scritto dichiarando il collasso dell'Inps: dal 2015 ipensionati italiani potrebbero rimanere senza le pensioni. Ma perché i dati sui bilanci preoccupano così tanto al punto da faripotizzare le casse vuote entro il 2015?

Per cercare di rimettere a posto i conti delle pensioni,il Governo Monti ha pensato bene con la legge 214/11 di disporre l'accorpamentodell'Inpdap e dell'Inps. La ragione resa pubblica e quindi ufficiale è che i due istituti unificatigarantiranno un risparmio nei costi di gestione e una maggiore efficienza efunzionalità, facendo quindi accorciare i tempi per le prestazioni dei serviziai cittadini.

Questo è sicuramente vero, ma la qual' è la reale ragione di questo accorpamento? L'Inps, l'istituto nazionaledi previdenza sociale, ha sempre avuto i conti in ordine anzi addirittura un bilanciopositivo, per due ragioni: è un modello di servizio pubblico efficiente e le proprie entrate si basano sui contributiversati da imprese e dipendenti del settoreprivato, e i pensionati privati sono sempre stati liquidati con metodo contributivo, cioè commisurandole pensioni ai contributi realmente versati.

L'Inpdap, Istituto nazionale diprevidenza e assistenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica, è unente inefficiente e disorganizzato e purtroppo, come forse non tutti sanno, i pensionati pubblici vengono liquidaticon il cosiddetto metodo retributivo,ossia non in base ai contributi versati, ma in base allo stipendio guadagnato.

Operandocosì, l'Inpdap ha generato un passivo di10,6 mld, con la fusione, idea brillante quindi, tali miliardi di debitosono stati traslati sull'Inps, che godeva di ottima salute, e sono staticompensati dai soldi dei pensionati privati. L'Istituto, però, adesso è in unostato di malattia, per continuare la metafora precedente, i pensionati pubblicihanno quindi "succhiato", come vampiri, i soldi dei privati.

La soluzione, per risolvere la conseguenza nefasta che potrebbeabbattersi dal 2015, é unasola: nessun pensionato pubblico dovrebbe continuare a risultareprivilegiato, a maggior ragione ora che il privilegio pesa sul pensionato privato,quindi tutti dovrebbero ricevere l'assegnoin base ai contributi realmenteversati.