Intervenendo al IX Festival internazionale della storia "èStoria", in programma a Gorizia dal 24 al 26 maggio, don Luigi Merola, ex parroco di Forcella da tempo impegnato nella lotta alla criminalità, non risparmia proprio nessuno.
Ha accusato il sindaco del capoluogo campano, De Magistris, di aver "chiuso il centro storico e fatto la pista ciclopedonale a Napoli, manco fossimo nella Pianura Padana". Poi riferendosi alla politica nazionale ha detto che lui non capisce cosa voglia Grillo che, secondo lui, è un fenomeno solo italiano. "Come si fa a non avere rispetto delle istituzioni, come si fa a dire 'Arrendetevi' a chi rappresenta l'Italia?" ha detto.
Ma don Merola ha voluto attaccare anche la sua categoria dei sacerdoti accusandoli di non investire abbastanza energie nei bambini: "grazie a Dio la Chiesa può contare su preti santi, non solo su preti pedofili" ha detto nella sua lunga annotazione, ed ha aggiunto anche che in città come Napoli e Palermo non serve l'Esercito ma serve un esercito di insegnanti perchè i giovani hanno bisogno anzitutto di testimoni.
Non sono mancate neppure le accuse all'ex ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, rea di aver distrutto la scuola italiana, secondo il prelato, che ha precisato come i ragazzi dovrebbero essere accolti con passione a scuola, non da insegnanti arrabbiati. Un invito anche per il nuovo ministro a cui ha chiesto di investire nella formazione dei docenti e sostituire i capi dipartimento all'Istruzione che sono sempre quelli da decenni.
Infine ha esortato i cattolici a tornare in Chiesa, perché ha detto: "ora abbiamo un Papa umile, semplice, che lavora per una Chiesa povera". Per quanto riguarda i giovani, invece, ha aggiunto: "bisogna toglierli dalla strada, dalla televisione spazzatura e dal web, Maria De Filippi è la vera cattiva maestra d'Italia".
Quasi tutti i giornali si sono occupati dell'intervento di don Merola che, occorre ricordare, è stato vicinissimo alla candidatura nelle fila del Pdl alle scorse elezioni ed è molto vicino al governatore della Campania, Stefano Caldoro, come a Nitto Palma e a Silvio Berlusconi che tanto lo avrebbe voluto in Parlamento.