Dopo l'insediamento del Governo Letta, e dopo circa tre mesidalle elezioni politiche, Beppe Grilloripropone un tema scottante della sua campagna elettorale, ossia, il Referendum per uscire dall'Euro, e dal palcodi Mirandola, una delle zone piùcolpite dal terremoto del maggio scorso, dove si è recato per la donazione al Comune di 420mila euro, hadichiarato di voler intraprendere un anno d'informazione per indire ilreferendum per dire sì o no all'Euro, e sì o no all'Europa: "L'Europa varipensata, sull'Euro e sull'Europa gli inglesi ci insegnano la democrazia.Nessun partito può arrogarsi il diritto di decidere per 60 milioni di persone".
Accolto con gloria dal sindaco Maino Benatti e dagli assessori del Comune, per evitare lepolemiche e le accuse di essere un complottista, e un terrorista, il leader delM5S ha dichiarato di essere a favore dell'Europa, ma considerata la grave crisieconomica, vorrebbe ridiscutere dell'euro con un piano B: "Io non sono un terrorista, sono il più grande europeistache c'è e voglio andare in Europa e ridiscutere un piano B da qui a cinque anni",in sostanza il referendum avrebbe lo scopo di far per decidere ai cittadini serestare nell'euro o no.
Nonostante il servizio di Report, sulla trasparenza deibilanci e sui guadagni del blog del leader, e i conflitti interni del movimento,a causa dei dissidenti, dal palco Grillo ha spiegato come hanno raccolto la sommaper la donazione al Comune, per la ricostruzionedella scuola elementare e della palestra di Quarantoli, andata distrutta dal terremoto: "Abbiamo raccolto774.208,05 euro da donazioni volontarie e ne abbiamo spesi 348.506,49. Ci siamoimpegnati a destinare tutto quanto non utilizzato a favore dei terremotati".