Una città, Milano. Due squadre, Inter e Milan. Due capitani, Javier Zanetti e Massimo Ambrosini. Due carriere importanti, con esiti diversi però: per uno (Zanetti) è arrivato il rinnovo per un'altra stagione, la 19° in maglia nerazzurra, per l'altro (Ambrosini) è arrivato il benservito dopo 18 anni di onorata carriera.

Queste le decisioni prese dalle due società milanesi, che evidentemente hanno opinioni diverse in merito alla riconferma (o meno) dei propri uomini-simbolo. Nonostante il duro infortunio subito al tendine d'Achille lo scorso 28 aprile durante Palermo-Inter, il presidente Massimo Moratti ha deciso di rinnovare la fiducia al suo primo acquisto da quando è presidente della Beneamata: un motivo di soddisfazione e di orgoglio per Zanetti, autentica bandiera nerazzurra che alla soglia dei 40 anni appare ancor più motivato a riprendersi e a scrivere ancora la storia sua e della squadra, anche dopo la fine della carriera di giocatore (per lui è pronto un ruolo all'interno della società di Corso Vittorio Emanuele).

Anche Massimo Ambrosini ha fatto la storia del Milan, vincendo tutto in 17 stagioni con il club di Via Turati: eppure Adriano Galliani e Massimiliano Allegri non lo hanno ritenuto sufficiente per dargli ancora un posto nella rosa della squadra, affidando addirittura la fascia di capitano a Riccardo Montolivo, che forse il Milan lo conosce un po' meno dell'ormai ex capitano. Nella conferenza stampa di venerdì mattina Ambrosini è apparso piuttosto commosso e dispiaciuto per come sono andate le cose, sottolineando il fatto che si sarebbe aspettato una comunicazione diversa in merito all'esito del suo rapporto con il club. Non ha voluto scagliarsi contro la sua ex dirigenza, come forse qualcuno si sarebbe aspettato, dimostrando di essere un vero signore in questo senso.

Una piccola considerazione: prima o poi la fine della carriera arriva per tutti, è un fatto anagrafico. Ma non ci si può dimenticare così in fretta di chi, come Ambrosini, ha corso e lottato con la maglia rossonera per quasi un ventennio e avrebbe meritato quantomeno un incarico in società. E forse, tifosi rossoneri, sarete d'accordo sul fatto che il "derby" stavolta l'ha vinto l'Inter.