La decisione presa dal consiglio di lega faràdi certo discutere e di certo fa male al calcio italiano. Perchè sepreferire lo stadio Olimpico di Roma allo Juventus Stadium perragioni di capienza e quindi di incassi è quella che potrebbedefinirsi "un'anomalia ragionevole", che pur violando unaprassi consolidata poteva essere considerata accettabile, purchè vifosse l'accordo delle parti in tal senso, l'imporre una distribuzionefortemente asimmetrica dei proventi a vantaggio della contendentemeno titolata, meno prestigiosa e che fa la minore audience è unabestialità sia dal punto di vista giuridico che da quello economico.

Tale decisione si spiega solo con i rapporti diforza esistenti in una Lega che nel suo organo di governo vederappresentate squadre che complessivamente contano si è no il 30 percento dei tifosi italiani.

La pretesa del presidente della seconda squadracapitolina di ricevere lo stesso compenso previsto dall'accordo con icinesi non aveva infatti alcuna base giuridica e suona beffarda se sirammenta che è stata proprio l'inerzia del Consiglio di Lega, delquale fa parte lo stesso Lotito, a non consentire il reperimento diuna sede alternativa a quella pechinese sufficientemente remunerativaper tale manifestazione.

La conclusione ovvia è che ora la parola andrà allecarte bollate, dal momento che la Juventus, vincitrice del campionatoha gìa preannunciato ricorso,  poichè sarebbe costretta agareggiare praticamente solo per la gloria, in quanto non solodovrebbe essere prima soddifatta nelle misura sopradescritta lasquadra laziale, ma prima che compagine con lo scudetto sul pettoveda un penny anche le spettanze della lega andrebbero liquidate.

Ci si potrebbe aspettare che il presidente dellaFIGC Abete inviti la lega a rivedere tale decisione, magariaffidandola all'organo che rappresenta il plenum delle società ossial'Assemblea di Lega, ma da uno che nelle questioni piu spinose hasempre dichiarato la propria incompetenza c'è poco da sperare.