Il Presidentedella Camera, Laura Boldrini, in visita al carcere romano di Regina Coeli, harilasciato una dichiarazione che testimonia l'impegno delle istituzioni nelcercare di dare soluzione alla situazione di emergenza che caratterizza lostato delle carceri italiane: "la piaga del sovraffollamento carcerario nelnostro Paese – ha detto la Boldrini – non è più tollerabile".

Presso ilcarcere romano, che presenta una capienza massima di 725 detenuti, si trovanoal momento reclusi 1050 detenuti. Carente anche il numero di guardie carcerarie:dovrebbero essere 614, mentre allo stato attuale sono 460.

Il livellodi civiltà di un Paese si misura anche e soprattutto dal trattamento riservatoa coloro che si sono posti al di fuori delle regole della convivenza civile,delinquendo. Inoltre, come ha stigmatizzato la Boldrini, le condizioni disovraffollamento rendono ostica, se non addirittura impossibile, la funzione dirieducazione del detenuto, mancando la quale una volta libero questi torna ilpiù delle volte a delinquere.

Val la penaricordare che secondo la Corte europea di Giustizia ogni detenuto ha diritto a8 metri quadrati di spazio.

A Regina Coeli sono invece disponibili in media 17metri quadrati di spazio ogni 3 detenuti. Sono state inoltre evidenziate altre atavichecarenze: pessime condizioni igienico-sanitarie, carenza di strutture ricreativeidonee.

Recentementeil Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha divulgato, attraversole strutture del proprio dicastero, i numeri riguardanti la situazionecarceraria in Italia: 65.831 detenuti complessivi all'interno dei 206 istituticarcerari dislocati sul territorio, strutture penitenziarie queste cheglobalmente sarebbero idonee ad accogliere al massimo 47.045 detenuti.

L'AssociazioneAntigone ha inoltre contestato i dati ministeriali sostenendo che in realtà ilnumero complessivo dei detenuti sarebbe più alto di quello reso noto dalministero: sarebbero in realtà 66.685, 140 ogni 100 posti.

I detenutiall'interno delle strutture penitenziarie italiane sono in netta prevalenzauomini (95,8%) e il 41,2% di essi ha un'età inferiore ai 35 anni. Inoltre il35,6% dei detenuti è straniero.

Per 10.296 di loro manca meno di un anno allafine della loro permanenza all'interno della struttura carceraria, mentre al 31dicembre dello scorso anno risultavano in tutto essere 1.567 i condannati all'ergastolo.

Il governoitaliano ha cercato di dare una prima soluzione al problema con il decretodello stesso ministro Cancellieri che prevede l'uscita anticipata dal carcereper buona condotta di tutti i detenuti ritenuti non pericolosi, nonché un piùmassiccio ricorso alle pene alternative alla detenzione attraverso l'affidamentoai servizi sociali per svolgere mansioni di pubblica utilità, sempre perdetenuti non pericolosi.

Le nuove norme tendono a sancire il principio che lareclusione spetta solamente a quei condannati che abbiano commesso reati diparticolare allarme sociale. Prevista inoltre per le madri e per i malati gravicondannati a pena detentiva non superiore a quattro anni, la reclusione domiciliarein luogo di quella carceraria.

Resta comunque in piedi l'ipotesi di un ricorso all'amnistia,che lo stesso Ministro Cancellieri ritiene indispensabile.

Il precedenteprovvedimento di amnistia adottato in Italia ha riconsegnato alla libertà 15/20mila detenuti. Un provvedimento analogo risolverebbe dunque in un solo colpo ilproblema del sovraffollamento carcerario.

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