Hanno confessato i piromani del liceo classico della Garbatella di aver dato fuoco alla loro scuola per vendicarsi della bocciatura 'eravamo arrabbiati per la bocciatura, non c'entrano politica e omofobia, volevamo fare pagare alla scuola quella che ritenevamo un'ingiustizia. Mai avremmo immaginato che l'incendio potesse provocare tutti questi danni'. Danni che ammontano a circa 200.000 euro tra aule, sedie, lavagne multimediali e controsoffitto. Ora si dicono pentiti del gesto e sono disposti a pagare i danni.
L'interrogatorio, che si è svolto alla Questura di via San Vitale a Roma alla presenza dei genitori, è durato diverse ore ma i giovani hanno confessato sin da subito.
Agli agenti della Digos, che già sospettavano di loro, hanno ammesso ogni cosa dell'incendio di venerdì notte. 'L'idea dell'incendio ci è venuta venerdì sera, per noi era solo una bravata, pensavamo di bruciare un paio di banchi, tanto per sfogare la rabbia. Il giorno dopo eravamo a Torvaianica a casa di alcune amiche, e abbiamo messo a punto il piano, ma non avevamo bevuto'.
Tra loro anche un ragazzo promosso, ma invano ha cercato di dissuadere gli amici, e sabato notte tornano nella Capitale diretti al liceo classico. Ad un distributore di benzina riempiono una tanica e si dirigono nella scuola. A guidare è il ragazzo maggiorenne, promosso, che arrivati davanti l'entrata del liceo decide di non partecipare alla bravata e rimane in macchina.
Gli altri tre, due dei quali bocciati per la seconda volta, entrano nell'edificio passando per una finestra rotta del pianoterra e danno fuoco ad un po' di banchi e alcune sedie. Come ricostruiscono "Le fiamme sono divampate con violenza, siamo scappati impauriti, pensavamo di bruciare anche noi. Una volta in macchina siamo ripartiti per Torvaianica, non potevamo neppure immaginare l'inferno di fuoco che avevamo scatenato. Lo abbiamo saputo il giorno dopo, domenica, dai giornali e dalla televisione, e ci ha preso il panico".
Gli agenti della Digos e del commissariato Colombo, avvisati dal custode all'alba, hanno subito creduto che si trattasse di un fatto interno alla scuola e non di omofobia o di politica.
Il liceo classico, nel quartiere "rosso" di Garbatella è stato anche in passato mira di atti vandalici di esponenti dell'estrema destra capitolina. Il preside del liceo, Vincenzo Rudi, all'indomani dell'incendio doloso, ha commentato "Non pensavo che una scuola che lavora con le famiglie potesse generare persone così: in 41 anni di servizio non mi era mai capitato. Non era da escludere, ma fa rabbia. Tutto per una bocciatura? Questi ragazzi non sopportano le frustrazioni".