Alle 20.42 di mercoledì, nei pressi diSantiago di Compostela nel nord della Spagna, in Galizia,un treno della compagnia Renfe che gestisce le lineeferroviarie spagnole è deragliato in una curva all'uscita diuna galleria. Il bilancio è pesante: dei 218 passeggeri a bordo delconvoglio, secondo dati diffusi da El Pais, 77 sarebbero morti e143 feriti fra cui 15 in gravi condizioni e 5 in coma.

Ilbilancio è provvisorio perché alcune carrozze non sono stateispezionate a causa del difficile accesso al loro interno da partedei soccorritori. Le prime ipotesi sulle cause del disastro parlanodi eccessiva velocità del treno (190 km/h) in una curva incui il limite massimo è di 80 km/h.

Il disastro è avvenuto aquattro km dalla stazione di Santiago sulla tratta Madrid- Ferrol.

Iltreno trasportava soprattutto pellegrini che si recavano aSantiago de Compostela per la tradizionale festa di San Giacomoin cui la chiesa cattolica spagnola celebra il patrono nazionale, ilcosiddetto “Giorno di Galizia”. I festeggiamenti sono statiannullati in segno di lutto. Secondo quanto riportato dalla stampalocale si tratterebbe di un disastro annunciato in quanto, almomento dell'inaugurazione della tratta Ourense- Santiago, untecnico delle ferrovie aveva già segnalato la pericolosità di queltratto di binari. Voci, subito smentite dalle autorità,parlavano di un possibile attentato poiché una testimone avrebbeaffermato di aver sentito uno scoppio poco prima dell'incidente.

Dall'Unità di Crisi della Farnesina sono stati immediatamenteavviati contatti con le autorità locali per accertare la possibilepresenza di italiani. Sorge a questo punto un interrogativo chedovrebbe far riflettere: sono di cronaca recentissima gli avvenimentiche sono avvenuti in Val di Susa contro il progetto AltaVelocità, sia quelli violenti conclusi con feriti e contusi daentrambe le parti, sia quelli “pacifici” che hanno vistoprotagonisti i sindaci delle zone coinvolte.

Oltre leproblematiche legate all'impatto ambientale che questo progetto causaalle zone coinvolte, l'intero piano ferroviario europeo è in gradodi supportare treni che possono superare i 350 km/h? Prima di metteresu rotaie questi bolidi non sarebbe opportuno pensare prima alleinfrastrutture e agli effetti “collaterali” della TAV?