L'ultimo quaderno del Ministero della Salute ha focalizzato la sua attenzione sull'anoressia e la bulimia, due disturbi dell'alimentazione davvero molto diffusi non solo in Italia ma in ogni altro paese del mondo.


A nulla sembrano essere servite le campagne di sensibilizzazione contro l'anoressia e la bulimia, campagne nate con la speranza di veder finalmente scendere il numero dei casi, campagne che a quanto pare non sono state ascoltate. Il Ministero della Salute parla inoltre di una crescita esponenziale dei casi tra i giovanissimi.

Se questi disturbi dell'alimentazione infatti sino a qualche anno fa si manifestavano soprattutto nelle ragazze e nelle donne al di sopra dei 18 anni di età, oggi il picco lo si può riscontrare nella fascia di età che va dai 15 ai 19 anni. 

A che cosa è dovuto questo abbassamento di età? Secondo il Ministero della Salute in parte la causa deve essere ricercata nell'abbassamento dell'età di sviluppo: le bambine diventano donne in più tenera età e i problemi dell'alimentazione si fanno vivi quindi molto prima.


Il Ministero sottolinea però che una parte della colpa è sicuramente dei media. Le ragazzine vedono in televisione ma anche e soprattutto sul web delle donne - modelle e attrici in primis ovviamente - magre, scheletriche, al limite dell'anoressia, donne che vengono presentate come modelli di bellezza verso cui tendere e che invece sono modelli ingannevoli.


Non possiamo fare di tutta l'erba un fascio, lo sappiamo bene. Nella maggior parte dei casi i disturbi dell'alimentazione come l'anoressia e la bulimia non hanno niente a che vedere con la perdita di peso in sé e con l'immagine della bellezza che la società ci offre, in molti casi si tratta di problemi causati da depressione e da altri disturbi psichici davvero molto intensi.

Ci sono casi in cui però tutto parte proprio dall'immagine che la società offre delle donne, ed è giusto dirlo ad alta voce per fare in modo che la situazione cambi, per fare in modo che la società muti il suo punto di vista e mostri finalmente le donne per quello che sono realmente, non scheletri che camminano, ma donne con la carne e le curve al posto giusto.