Il destino politico e giudiziario di Silvio Berlusconi si deciderà nelle prossime ore. E' attesa per il pomeriggio la sentenza della corte di Cassazione che si riunirà a mezzogiorno in Camera di consiglio per decidere sulla colpevolezza del Cavaliere nel processo Mediaset.
L'accusa mossa a Berlusconi è quella di frode fiscale. La sentenza che verrà emessa oggi è la terza riguardante il processo, e segue ad altre due condanne in primo e secondo grado. L'ultima, la più pesante, quella dell'8 maggio 2013, che ha confermato i 4 anni di reclusione e ben 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.
Ancora incerto l'esito del processo in Cassazione. Proprio ieri si è espressa la difesa, che tramite l'avvocato Franco Coppi ha richiesto l'annullamento della condanna perché "in mancanza di una violazione di una specificanorma antielusiva non è reato, è penalmente irrilevante". Il fedelissimo difensore di Berlusconi, Nicolò Ghedini, ha ribadito che mancherebbe la prova per rendere la condanna effettiva.
Il procuratore generale della Cassazione Antonio Mura, invece, non ha dubbi: nella sua requisitoria finale contro l'ex premier ha ribadito che nella vicenda Mediaset sono presenti tutti gli elementi "costitutivi della fattispecie di reato difrode fiscale ascritta agli imputati". L'accusa però, ha ridotto la richiesta di pena a cui è stato condannato Berlusconi in Cassazione.
Rimangono i 4 anni di reclusione, ma vengono chiesti 3 anni di interdizione dai pubblici uffici, e non 5 come stabilito dai giudici di Milano. Quest'ultimo provvedimento era considerabile all'infuori dei termini di legge per un reato come quello di frode fiscale.