Marco Boccicontinua a spopolare sul web ed il fenomeno sembrerebbe essere quasi da oggettodi studio. Sociologi (e magari in futuro, antropologi) ci dovrebbero spiegare perchéquesto bel giovanotto, che fino a qualche mese fa era un illustre sconosciuto,è diventato in un batter d’ali di farfalla il più cercato dal popolo di Google.

A quanto pare, questo battito d’ali, come nella nota teoria del caos, ha provocatoun tale trambusto intorno al suo nome che ad ogni suo passo si muove qualcosa.Certo, la relazione con Emma Marroneha una sua grande rilevanza, ma non può spiegare tutto il clamore suscitato.

Innanzitutto perché la Marrone,detto francamente, non è Mina, né ha il carisma di una Sofia Loren. Pare peròche, nel mondo teorizzato decenni fa da Andy Warhol, la notorietà sia proprioquesta: cancellare il mito della diva immortale e portare sul piedistallopersone semplici che hanno ottenuto un risultato nel proprio campo.Identificarsi con personaggi che ci appaiono, sì belli e irraggiungibili, macomunque fatti della nostra stessa carne (e non figure semi divine come quelledel passato, stile Greta Garbo e Marlon Brando) ci rende più felici e, nell’epocadei reality, più sicuri. Ecco spiegato tutto l’interesse intorno ad Emma Marrone che pubblica le foto delsuo Bull Dog Gaetano, o della passeggiata di lei con il suo fidanzato Bocci a Trastevere.

La scorsa sera, tra l’altro, la tv ha mandato in onda ilfilm “C’è chi dice no”, commedia italiana divertente, ma che non ha certo fattosfaceli di incassi, ebbene, la presenza della nuova star del web (come attorenon protagonista) di Marco Bocci èrisultata essere determinante per gli ottimi ascolti che l’emittente televisivaha registrato. Insomma, è proprio il momento di Emma e Marco. Ai sociologi stabilire se questa popolarità durerà ilbattito d’ali di una estate o diventerà un consolidato e costante successonazionale.