Qualcosa si muove nel comparto scuola ma non abbastanza, sono stati resi noti i numeri delle immissioni in ruolo, lasciando però ancora parecchi dubbi e problemi irrisolti. In dettaglio i posti promessi per i docenti che entreranno di ruolo nell'a.s. 2013/2014 e il personale ATA anche per l'a.s. 2012/2013.
5.336 assunzioni sono state autorizzate per le nomine del personale ATA a. s. 2012/2013 che non comprendono, ecco la nota dolente, i profili di Assistente Amministrativo e Tecnico, nè i Dsga. La mancata assunzione su questi profili, sembra che il MIUR cercherà di rimediarla sul contingente destinato alla assunzioni 2013/14 per le quali è stata chiesta autorizzazione al MEF per un numero di posti pari a 3.500.
Le assunzioni però dipendono dalla disponibilità di posti nell'organico a. s. 2013/14, ed è stata pure prevista la salvaguardia prioritaria delle disponibilità uniche esistenti per ciascun profilo professionale, e, la compensazione a livello provinciale, nei casi di carenza di aspiranti, fra profili della stessa area professionale o in subordine di diversa area.
Per quanto riguarda i docenti per le immissioni in ruolo dell'a. s. 2013/2014 si parla di 11.500. I docenti, sono rimasti in moltissimi senza lavoro, e, come gli ATA reclamano il rispetto del piano triennale d'immissione in ruolo su tutti i posti vacanti, sono tantissimi che negli anni sono stati scalzati con nuovi inserimenti continui e spesso vessatori.
Dall'oggi al domani si sono visti negare le loro legittime aspettative di essere stabilizzati, dopo attese di 10, 20 anni e anche più, senza alcun motivo meritocratico sono stati letteralmente licenziati.
Quello che ci si aspettava dal nuovo governo era quanto meno numeri maggiori in organico, anche dato l'incostituzionalità dei ridimensionamenti che hanno ridotto all'osso gli organici, facendo passare dai numeri da capogiro dell'a. s. 2008/09 di 25.000 docenti e 7.000 ATA agli 11.500 docenti e i 3500 ATA dell'a.s. 2013/14.
I governi precedenti hanno parlato di assurdo sovrannumero di personale, per giustificare questi tagli da record, è stata sottovalutata l'importanza di personale docente e ata nelle scuole, si è passati da troppi a troppo pochi.
Inoltre, quest'anno e in futuro, neanche le progettualità disposte dal MIUR nel trascorso legislativo sembra affatto essere realizzabile nonostante che:
1) Il Decreto Interministeriale 3 agosto 2011 (piano triennale) prevede per l'a.s. 2013/2014 l'immissione in ruolo di un numero massimo di 22000 docenti e di 7000 ATA, in cambio del suddetto piano triennale ai lavoratori i precari avrebbero rinunciato al primo gradone stipendiale (0-2 anni).
2) I posti vacanti e disponibili per i docenti sono più di 25.000, un numero molto superiore dalle preannunciate per l'a.s. 2013/14.
3) L'anno prossimo, in seguito allo sblocco della cosiddetta questione dei pensionamenti delle "Quote 96", in organico di diritto vi saranno ulteriori 6.000 cattedre vacanti.
4) La Commissione Europea ha aperto ben due procedure d'infrazione ai danni dello Stato italiano per la mancata attuazione della direttiva 1999/70; che stabilisce l'obbligo in capo ai datori di lavoro di assumere, a tempo indeterminato, i lavoratori che abbiano svolto, negli ultimi 5 anni, almeno 36 mesi, pur se non consecutivi. Dopo ben tre richiami, e, un quarto che non tarderà ad arrivare data la chiamata in causa della Corte Costituzionale della stessa Corte di Giustizia Europea in merito, tutto continua a rimanere com'è.