"Quando anche l'ultimo bossolo cadde per terra, l'odore di cordite ed un irreale silenzio presero il posto della tensione che aveva regnato fino a qualche attimo primo".
Più di quattro decadi sono passati da quel fatidico giorno, e l'immagine de Ernesto Guevara de la Serna no accenna ad appannarsi; non si spegne, anzi si ingrandisce ed i fatti lo dimostrano. Quell'otto di ottobre di 1967 veniva ferito e catturato e quindi, il 9 ottobre, ucciso per ordine di Barrientos ma nessuno poteva immaginare che, proprio in quell'istante, era nata l'immortalità del Guerrillero Heroico.
Il quarantaseiesimo anniversario della sua morte pare, paradossalmente, vicino e lontano nello stesso tempo. Vicino, perché le idee dell'uomo nuovo teorizzate dal Che e le battaglie in nome della giustizia sociale, paiono essere ancora di piena attualità in questo mondo chiuso, globalizzato e disumanizzato entro il quale stiamo vivendo . Lontano e remoto perché anacronistici ci paiono i suoi ideali, sconvolti da una carenza di stimoli che si sono duramente appiattiti sotto l'egida del consumismo imperante, la crisi mondiale economica, il saccheggio ambientale.
Quello che resta (e non è poco) sono gli insegnamenti e l'esempio della sua vita, sui quali poter far riferimento anche ai nostri giorni.
E' il coraggio di vivere che il Che ci ha tramandato, insieme alla voglia di lottare.
Migliaia di libri che lo raccontano quasi sempre in modo positivo sono stati pubblicati in tutto il mondo, descritto come un eroe da chi lo ha amato o come un "terrorista" dai suoi detrattori ignari che la traduzione di "guerrillero" in realtà significa Partigiano. "El guerrillero heroico" merita anche di essere ricordato come il giovane che plasmava il proprio carattere attraverso la cultura ed il lavoro, per realizzare il suo sogno di liberare l'America Latina dal dominio imperialista. Sogno infranto nelle inospitali montagne della Bolivia.
Una morte sicuramente ingiusta, ma Ernesto Guevara non morì invano.
Io penso che quelli che ora indossano la maglietta con impresso il suo viso si chiederanno: chi era questo uomo? La risposta che ne seguirà probabilmente sarà , "uno che voleva un mondo migliore" ed in tanti cercheranno di sposare la sua causa. La vittoria di Ernesto Guevara è proprio questa, il Che vince quotidianamente attraverso chi segue il suo prezioso esempio.
"Un'altra volta sento sotto i miei talloni il costato di Ronzinante; ritorno sulla strada con lo scudo al braccio... Molti mi diranno avventuroso, e lo sono; ma di un tipo differente e di quelli che mettono a rischio la loro pelle per dimostrare le loro verità..."
Così scriveva in una lettera di addio ai suoi genitori, e così lo ricordiamo oggi, con la stella sul basco ed il futuro nello sguardo.