Tutto ebbe inizio quando Salvatore Fiandaca venne inviato al "soggiorno obbligato" a Genova nel 1979 e nel giro di pochi anni diventò "capo decina" (il capo di dieci soldati) di Piddu Madonia, Salvatore Riggio e Angelo Stuppia che a loro volta crearono, nel capoluogo ligure, una "stidda" (gli "stiddari" sono in origine uomini scartati da Cosa Nostra, la "stidda" è attiva nel campo delle rapine, dei furti d'auto, del traffico di droga e dell'estorsioni). A distanza di anni arrivarono in Liguria altre famiglie mafiose siciliane: i Vallelunga, Di Giovanni, Lo Iacono, Aglietti, Morso, Monachella e gli Emanuello tutti invogliati dai numerosi cantieri, dalle opere di costruzione dell'autostrada e dal facile accesso al confine con la Francia.

Col passare degli anni non tardano ad arrivare anche le prime famiglie calabresi della 'ndrangheta.

Agli inizi degli anni '80 viene arrestato a Cap d'Antibes il boss reggino Paolo di Stefano e negl'anni successivi vennero presi anche Luigi Facchinetti, Antonio Mollica e Carmelo Gullace. Di Stefano cambia l'organizzazione dell' 'ndrangheta entrando nel giro degli appalti e dei rapporti politico finanziari. Sfrutta l'importanza dei porti di Genova, Savona e la Spezia, il casinò ottimo per il riciclaggio di denaro e l'industria del turismo con la costruzione di abitazioni per la villeggiatura e alberghi.

La Liguria se la dividono in tre: la "camorra", "cosa nostra" e "'ndrangheta".

La "camorra", con a capo Vincenzo di Donna (affiliato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo), opera tra le province di La Spezia e Massa si occupa principalmente di traffico di droga, prostituzione di immigrate irregolari, estorsioni, gioco d'azzardo nelle bische clandestine e i video-poker.

A Sanremo e Ventimiglia controlla il mercato della merce contraffatta e il traffico di auto rubate verso i paesi extracomunitari con la famiglia Angiollieri.

"Cosa nostra" agisce a Genova ed Imperia e si occupa di narcotraffico, totonero, usura, estorsione e prostituzione di alto borgo, tutto controllato da Giuseppe Piddu Madonia e dalle famiglie Emanuello, Monachello e Fiandaca.

Chi è più radicata in Liguria è senza dubbio l' 'ndrangheta che controlla Genova, Lavagna, Ventimiglia, Sarzana, Busalla e in Francia controlla anche Mentone, Marsiglia, Nizza e Tolosa. A Ventimiglia viene scoperta una "camera di compensazione" (struttura che fornisce una base di appoggio per i latitanti) che gestisce il traffico di stupefacenti, l'usura, le case da gioco, i video poker e il riciclaggio di denaro.

In Liguria sono presenti le 'ndrine dei Romeo di Roghudi, Nucera di Condofuri, Rosmini di Reggio Calabria, Mamone della piana di Gioia Tauro, Mammoliti di Oppido Mamertina, Raso-Gullace-Albanese di Cittanova e i Fameli legati ai Piromalli. L' 'ndrangheta controlla l'acquisto, il trasporto e la distribuzione in Europa degli stupefacenti, a Genova nel '94 la Dia sequestra un carico di 5000 Kg. di cocaina.

Con l'accusa di associazione a delinquere e richiesta di tangenti a commercianti e imprenditori nel 1983 viene arrestato, insieme ad altre 16 persone, il presidente della regione e capo dei socialisti di Savona Alberto Teardo. Il rapporto Mare Monstrum di Lega Ambiente colloca la Liguria al 7° posto in Italia per abusivismo edilizio nelle zone demaniali.

L' 'ndrangheta vince gli appalti per il ripristino delle spiagge devastate dall'alluvione del 2006.

Le famiglie dei Pellegrino, Valente, De Marte e Barilaro sono gli artefici dello scioglimento per mafia del comune di Bordighera nel 2011, si aggiudicavano gli appalti promettendo voti ai politici e per pressioni sulla giunta per l'apertura di una sala giochi.

Il comune di Ventimiglia viene sciolto per mafia a Febbraio 2013 perchè Giuseppe Marcianò premeva per farsi assegnare l'appalto per i lavori di movimento terra e scavo per la costruzione di un porto.