L'elezione a primo cittadino della metropoli più conosciuta e importante del mondo, la città multietnica per eccellenza, del gigante italo-americano Bill De Blasio, a freddo, non può non suscitare alcune singolari e semiserie, ma non troppo, considerazioni.
In pratica i newyorchesi, dopo venti anni di sindaci repubblicani, hanno optato a stragrande maggioranza, con il 73% dei consensi, per questo omone di origini italiane, poco conosciuto e considerato nel suo stesso partito, il partito democratico. Iniziata in punta di piedi la campagna elettorale, è andato in un crescendo di popolarità, simpatia e fiducia, tutti elementi che lo hanno condotto a stravincere la corsa a primo cittadino.
E fin qui ci siamo, è storia di ieri. Quel che risalta però è che De Blasio non solo è democratico, ma pure progressista, decisamente e convintamente progressista. Il programma che ha presentato e che i newyorchesi hanno letto e ascoltato è palesemente di sinistra, eppure ha ricevuto il 73% dei consensi. E che considerazioni solleva questo esito. Innanzitutto che i cittadini New York hanno deciso di cambiare direzione, di svoltare, ma quello che colpisce di più è, che non hanno fatto una piccola virata, bensì una violenta sterzata. Praticamente hanno eletto un sindaco comunista, hanno assestato un colpo micidiale a quell'America bigotta e conservatrice, che ancora considera "il comunismo" un'autentica sciagura e i "comunisti" gente pericolosa e inaffidabile da emarginare e chiudere nelle patrie galere, perchè capaci di tutto, perfino di mangiare i bambini.
Il popolo americano, in questi ultimi anni, ha eletto un presidente democratico e progressista e pure di colore, un Governatore dello Stato di New York, italo-americano, democratico e progressista ed ora un sindaco a New York, pure lui di origini italiane, sempre democratico, spiccatamente progressista per non dire comunista. Non viene forse spontaneo chiedersi: ma che sta succedendo negli Stati Uniti d'America? L'America ha forse iniziato a riscrivere la sua storia? Sta forse prendendo corpo una svolta epocale? Vuoi vedere, che, mentre i paesi dell'est europeo e dell'est del mondo cercano faticosamente di liberarsi della patina comunista, il popolo americano scopre che "comunisti" è bello?
La mattina di giovedì 7 novembre il giornale "Il manifesto" è uscito con un titolo in prima pagina, che non poteva essere più originale e azzeccato: "La Mela rossa", che, appunto, a tante cose fa pensare...