L'uscita di Juve e Napoli dalla Champions ha scatenatoun'ondata emotiva di commiserazione e i luoghi comuni deltipo ''il calcio italiano è finito'' hanno avuto il sopravvento. Tuttavia, volendo effettuare un'analisipiù rigorosa del cammino europeo delle nostre squadre, si può vedere come i fatti si prestino ad altre interpretazioni.
La Juventus è stata eliminata dal Galatasaray non solo acausa delle condizioni atmosferiche. Grandi demeriti vanno ascritti alla Juve che, come ha detto Conte, non èriuscita a chiudere il discorso in anticipo e ha aspettato l'ultimo turno.
E' pur vero che la Juve non ha avuto fortuna nel girone; se a Copenaghen hacreato una dozzina di palle-gol segnando solo una rete, in casacontro il Galatasaray ha subito il pari ad un minuto dalla fine dopo un match d'attacco. E le sfide col Real? In Spagna l'arbitraggio è stato anomalo, perchè ilrigore su Ramos c'era ma non l'espulsione di Chiellini; al ritorno, la Juveha ottenuto solo un pari, pur meritando di più.
Il Napoli è uscito con onore in un gruppo moltodifficile. Gliazzurri hanno perso solo due volte; la prima a Londra contro l'Arsenal, quandola superiorità degli inglesi fu chiara ma mancavaHiguain. Il secondo ko è arrivato a Dortmund, e se anche un gentlemancome Benitez afferma che la partita è stata condizionatadall'arbitro qualcosa di vero c'è, perchè andare sotto al 10'e giocare un'intera gara all'attacco contro una squadra che ha grandi contropiedisti sarebbe un'impresa per chiunque.
Semmai, il punto debole del Napoli sta nella scarsaaffidabilità di una difesa che spesso manca di connessioni efficaci col centrocampo.
Il Milan è stata l'unica italiana a passare. I rossoneri,agevolati da un girone semplice, hannofatto il loro dovere: la doppia vittoria col Celtic e la prova offerta con l'Ajax lo testimoniano. Ma anchecol Barça non hannosfigurato; buon pari all'andata, ko al ritorno viziato da un rigore dubbio e da un golin fuorigioco. Agli ottavi saràpiù dura, ma è verosimilepensare che anche le altre non faranno la fila per incontrarli.