Non sono nato a Vizzini, ma vivo in questa località da oltre trenta anni; sono sempre stato meravigliato dalle opere del Verga, ed anche affascinato. Ritenevo che le sue opere fossero il frutto della fantasia dello scrittore.
Alla fine ho dovuto riconoscere che anche se egli ha narrato fatti e personaggi fantasiosi scaturiti dalla sua mente, in effetti i personaggi del Verga sono effettivamente reali, sono viventi e vivono tutt'oggi: li puoi incontrare tutti i giorni per strada, ovunque, nei negozi, nei ritrovi pubblici e sul lavoro. I loro caratteri, i loro modi di fare, i loro atteggiamenti sono riconoscibili, sono di tipo endemico e sono sotto gli occhi di tutti.
Il Verga ha avuto la capacità di osservarli, di riconoscerli e di fotografarli; è stato poi facile dare un nome ai propri personaggi e creare una storia.
Così è nato il Verismo, così sono nate le opere del Verga; egli narra il popolo, egli narra il carattere, l'atteggiamento, il modo di fare della gente, narra delle sue debolezze, dei suoi eccessi. Sono fermamente convinto che per comprendere completamente il Verga e le sue opere sia necessario soggiornare a Vizzini, respirare l'aria di questo paese, camminare per le strade del centro, parlare con la gente, osservare come si muove, come si atteggia, come affronta la vita quotidiana, studiarne e capirne i valori ed i significati, e maggiormente acquisire il suo linguaggio.
Solo in questa maniera avverrà la piena comprensione del Verga e delle sue opere. Non riesco proprio a capire come possano comprendere il Verga coloro che lo leggono su traduzioni estere, come costoro possano capire idiomi locali ed espressioni dialettali tipiche e locali senza visitare Vizzini.