Nel mese di ottobre 2013 è avvenuta una singolare scoperta. L'America che settant'anni orsono ci ha salvati dall'invasore, ci ha sfamati, ora ci ha pure controllati con le intercettazioni, come dire: un atto dovuto. Non è dato sapere chi siano tutti gli intercettati. Gran parte dei nostri governanti e chissà da quanto tempo. Si sa, comunque, che sono state intercettate anche industrie a cui gli americani erano interessati. In pratica, hanno intercettato gran parte della nostra economia.
E' stata spiata anche la Merkel che ha protestato unitamente alla Comunità nei confronti del Presidente americano Barak Obama.
Si mormorava che anche la Francia avesse spiato l'Italia, ma la cosa è finita in sordina. Non bastavano le milioni di intercettazioni a cui siamo sottoposti in Italia da parte della Magistratura o altri Enti, per cui sanno quasi anche cosa stiamo facendo a letto.
Nessuno, dico nessuno, è più libero di fare una telefonata senza che sia intercettato, eppure le intercettazioni costano fior di milioni di euro che poi vanno a finire sul groppone dei contribuenti onesti. Oltre ad essere intercettati con i telefoni, siamo controllati a vista dalla miriade di satelliti che gironzolano sulle nostre teste a trentaseimila chilometri di altezza e capaci di leggere i titoli di un giornale.
A questo punto, visto che la privacy si va a far benedire, per quanto riguarda le intercettazioni telefoniche, si potrebbe ovviare ritornando al passato, quando non esisteva il telefono e non c'erano nemmeno le poste e la gente comunicava con i piccioni viaggiatori che portavano le notizie da un paese all'altro con dei plichi legati alle zampine.
Una volta arrivati a destinazione, si posavano sul davanzale di una finestra e il destinatario, dopo aver slegato il plico e averlo letto, applicava un altro plico con la risposta alla zampa del piccione che partiva per far ritorno dal mittente. Questa era la cosa più sicura, per cui, le intercettazioni non avrebbero avuto alcun effetto a meno che, qualche cacciatore, vedendolo passare, l'avesse scambiato per un colombaccio e tirato giù con una freccia o una schioppettata. Il colmo dei colmi.