Attore, regista e doppiatore, Arnoldo Foà è stato un grande simbolo discreto dell'arte italiana. Un grande simbolo dell'arte perché oltre alla recitazione e aldoppiaggio che l'hanno reso popolare, era anche poeta, pittore escrittore. Nato a Ferrara il 24 gennaio del 1916 inizia a calcare lescene all'età di 17 anni e da quel momento la sua carriera è unprogredire di successi.

Dopo le prime esperienze di teatro decide difrequentare il Centro sperimentale di cinematografia di Roma, ma il1938 è l'anno delle leggi razziali ed Arnoldo Foà,benchè sia sia sempre dichiarato ateo, è di origine ebraica e persfuggire alle persecuzioni fasciste è costretto ad abbandonare ilCentro e, per poter continuare a lavorare, è costretto ad usare nomifalsi accontentandosi di sostituire occasionalmente attori malati, mala sua volontà e le sue qualità lo portano lo stesso a lavorareinsieme a presigiose compagnie di teatro come laCervi-Pagani-Morelli-Stoppa, la Ninchi-Barnabò o laMaltagliati-Cimara, solo per citarne alcune.

Rifugiatosi a Napoli nel1943, diventa capo annunciatore della radio alleata PWB e fu lui,Arnoldo Foà, a dare l'annuncio, l'8 settembre del1943, dell'armistizio con gli alleati.

Da quel momento è libero diriprendere a pieno titolo la sua attività di attore imponendosi conquel suo stile sobrio eppure incisivo che hanno fatto storia nellarecitazione italiana, ma quello che ha sempre caratterizzato ilpersonaggio è stato quel modo particolare di essere discreto,protagonista per talento, dote che lo ha fatto amare al grandepubblico. Approda quindi alla radio e alla televisione dove si èdistinto nei ruoli più diversi: conduttore, attore di sceneggiati:ricordiamo uno per tutti perchè l'elenco sarebbe lungo, "Lafreccia nera" recitato accanto alla ancora giovane Loretta Goggi.

Dal viso ironico e sornione Arnoldo Foà,aveva l'arte e la recitazione nel sangue, la sua voce impostata ecaratteristica ne hanno completato il quadro, ma quello per cuivorremmo ricordarlo è che della sua bravura e del suo grande talentonon ha mai fatto un vanto: ci piace ricordarlo come un "grandeuomo" discreto.