L'onorevole Casini ha colpito ancora. Nella giornata di sabato primo febbraio ha dichiarato che il sogno centrista è finito e che tornerà con il Nuovo Centro Destra e Forza Italia. "La partita che stiamo giocando - ha dichiarato - è quella contro un populismo antieuropeo e antistituzionale". Una dichiarazione coerente con quella che pronunciò qualche anno fa in uno dei suoi comizi: "Mai più con Berlusconi".

Basterebbe ricordare all'onorevole Casini questa affermazione o, più semplicemente, che si è appena alleato con chi, a livello nazionale e regionale, ha la Lega come partner (Forza Italia), per "pesarne" la statura politica.

A questo quadro, si aggiunga la modifica del regime dei vitalizi dei consiglieri regionali del Piemonte (che prevede la possibilità di un esborso immediato legato a quanto versato) in una situazione a dir poco "traballante" per quella Regione, dopo la decadenza della giunta sancita dal TAR. Si pensi poi, alla bocciatura da parte del Pentagono degli aerei F 35 dal costo milionario, ma definiti inaffidabili da un punto di vista strutturale.

Si aggiunga, tanto per gradire, il cosiddetto nuovo PD di Renzi che, nella partita della riforma elettorale, non si è accorto che, ancora una volta, ha dovuto sottostare alle regole del solito Grande Fratello, anche se decaduto. Voilà, il piatto è servito.

Con il panorama appena configurato risulta piuttosto difficile, se non opportunisticamente incomprensibile, non capire il motivo per cui la gente finisca per astenersi dal voto o per votare i movimenti antistituzionali.

La stessa gente che in questo periodo, ad esempio, soffre per i dissesti idrogeologici e per gli eventi alluvionali, ma viene lasciata sola ancora una volta da una politica autocentrata, per troppo tempo clientelare e corrotta.

Rimane una speranza: che molta gente, finalmente, dica una volta per tutte, "In politica, troppi Casini, basta casini".

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