Sono ormai una sessantina di anni che la scatola è l'elettrodomestico più presente nelle case degli abitanti del Bel Paese. Che storia questa Tv: i piccoli ci crescono, gli adulti ci si divertono e i più anziani la considerano quasi un'amica, seppur inanimata. Ma cosa è davvero questa scatola che oggi invade anche il mondo di internet?

Partendo dall'inizio si può dire che da strumento di emancipazione culturale, cui va il merito di aver portato la lingua Italiana in ogni parte della penisola, la Tv è diventata in modo graduale un mero strumento di potere. Ciò è ovvio poichè la cultura non crea profitti, crea consapevolezza e acume critico. Pasolini lo capì e ne tratteggiò i rischi molto tempo fa: egli era molto riluttante nei confronti della Televisione tanto che arrivò ad affermare che non c'era nulla di più feroce della banalissima televisione la cui mediazione, disse, avrebbe finito per essere tutto.

La TV è ancora il mezzo di comunicazione di massa più invasivo e invadente tra i media del nostro tempo. Il suo problema è dato dalla passività. Ciò che è riprodotto in TV è voluto da qualcuno e l'utente non ha alcun modo di interagire con la scatola. Se poi qualcuno volesse obiettare che esistono mezzi quali televoto e simili, risponderei dicendo che se fossimo in un tribunale l'obiezione sarebbe decisamente respinta.

Nemmeno l'Auditel serve a molto, esso è solo uno specchio per le allodole. Come canta Caparezza in una delle sue canzoni le famiglie dell'Auditel non sono seconde né al KGB, né alla Confindustria. Eppure sono i dati di questo campione a determinare ciò che vediamo nella scatola. Più share uguale più pubblicità uguale più soldi per il mercato che fa capo alle televisioni.

E in un paese come il nostro, in cui la TV regna ancora indisturbata, è normale che chi controlla o ha influenza sulle TV controlla necessariamente il nostro mondo.

I telegiornali forniscono solo le notizie che fanno comodo al potere e il tele-utente al massimo può scegliere una fonte di informazione gradita ma niente di più. Insomma, la TV per come la conosciamo oggi è uno strumento funzionale al potere che ci sovrasta.

Nessun editore indipendente controlla le TV che contano davvero. Come si può pretendere che il potere metta a nudo se stesso? Ciò è lapalissiano, non è possibile dal momento che il potere si riproduce e si difende continuamente in una sorta di eterno ritorno dell'eguale, volendo scomodare Nietzsche.

Diciamolo, non c'è più molto che valga la pena di essere visto a meno che l'obiettivo non sia il semplice intrattenimento, nel qual caso la scatola funzionerà a dovere e, magari, consiglierà qualche bel prodotto inutile di cui non si ha bisogno. In caso contrario, che si porti fuori il cane oppure si legga un libro ma alla larga dall'omologazione della TV.

Ultimo punto, coloro che sono contro questo sistema istituzionalizzato di potere raramente si vedranno in TV e quando ne avranno la possibilità saranno attaccati e messi al bando dall'estabilishment televisivo: della serie non si dica che non c'è libertà di informazione, ma si è pure sempre padroni in casa propria. Quindi lunga vita ai soliti Vespa, De Filippi, Santoro, Domenica In, Serie A, Champions League, Grandi Fratelli & co.

Non appena ci si domanda il perchè la tv si ripeta sempre uguale a se stessa quello è il momento in cui se ne può fare a meno: i talks politici sembrano seguire tutti lo stesso schema, le serie e i telefilm si ripetono all'infinito, i film d'autore sono ormai un vecchio ricordo.Per questi motivi e molti altri dico che questa è a tutti gli effetti un'Arma di Distrazione di Massa. Perciò, se si hanno a cuore le proprie meningi, alla larga.

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