Abbiamo deciso di trascorrere la Pasquetta con quelli che vengono dimenticati troppo spesso, gli anziani. Lo scenario è la casa di riposo "A. Rubilli"( AV). Un' infermiera ci ha accolto nella sala comune. Il fotografo è salito al secondo piano mentre io restavo solo con Amalia (arzilla novantottenne) e Salvatore (settantasettenne di San Mango sul Calore).

I miei occhi schizzano dalle mani rugose della signora alla bava di Salvatore, per finire sulla tv, ennesimo dettaglio di un ambiente troppo claustrofobico ed emotivo.

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Lei sembra aver ritrovato brandelli di coscienza e li riversa come un fiume in piena. Parla del suo orto che esplode di verde, del profumo delle ginestre con cui il marito l'ha conquistata, dei silenzi dei calabresi che sono onesti come pochi. Le piace parlare, si nutre di presenze e la mia compagnia le ha messo allegria. Prima che io possa dirle qualcosa, giunge un inserviente a portarmi via. Direzione stanza 22.

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Questa è la "Tana" di Maria, novantasette anni e 'Ndonetta, corrucciata cronica che alla fine si scioglierà in un sorriso. Maria mi inonda di vita - Che belli che siete voi giovani!Anche mio figlio era così. Purtroppo due anni fa, mi ha lasciato.

Inizia a parlare della Montefalcione degli anni cinquanta. Davanti ai miei occhi si aprono scene di vita rurale, bambini che giocano nei prati, una coppia di contadini che si ama e pensa ad un futuro fatto di poco, ma insieme.

Maria è stata una viaggiatrice, terrorizzata dagli aerei, che definisce mostri immensi. "Costretta" a prenderli per viaggi che l'hanno portata dagli edifici di Boston alle verdi colline di Lourdes. Arriva il mio collega che inizia a scattare fotografie. Adesso è la volta di 'Ndonetta parlare, o meglio farsi sentire, qui è così che funziona. - Non songo stata 'na mala femmena!- Urla a noi, o forse al mondo intero.

Solleva il cuscino rivelando il suo angolo segreto di rosari e santini accatastati. Il mio collega le stringe le mani e questo la tranquillizza.

E' ora di andare, prima però, ci tocca tener fede ad una promessa. La signora Giovanna ci aspetta nella stanza 23. Le basta scorgere i nostri profili per illuminarsi. Vibra, allungando le mani verso la porta. Rassicura sua figlia che è seduta al suo fianco.

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Felicetta ha cinquant'anni e un deficit dell'attenzione. Mamma Giovanna non fa che pregare ogni giorno per lei, ma ha consigli anche per noi. Ci parla dell'importanza della famiglia e del fare del bene senza pensare di riceverlo. Fra le dimenticanze e le storie giunte quasi al capolinea, abbiamo trovato il vero sorriso e l'abbiamo condiviso con voi!

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