L'incidente dell'aereo Boeing-777, volo MH17, della Malaysia Airlines abbattuto dal missile terra-aria giovedì 17 luglio nei cieli dell'Ucraina Orientale è gravissimo e intollerabile come gli orrori che stiamo vedendo perpetuarsi a Gaza. I resti del velivolo sono stati avvistati fino a 15 chilometri di distanza dal luogo dell'impatto. Ora, come c'era da aspettarsi, si susseguono accuse incrociate tra Kiev, Mosca e separatisti filorussi, smentite e notizie poco chiare e attendibili per determinare quale specifico gruppo abbia realmente causato il disastro.
Tra parentesi c'è il mistero della scatola nera che potrebbe fornire dettagli importanti sulla sciagura e che, guarda un pò, per il momento non si trova. In questi casi è logico e naturale esprimere la rabbia e lo sdegno nei confronti di coloro che l'hanno, seppur non intenzionalmente, provocata. Non c'è proprio fine all'aberrazione umana ma, come tutti gli eventi negativi che purtroppo ormai riscontriamo ogni giorno, si fa un gran rumore quando accadono e, dopo un pò di tempo, si tende a mandarli nel dimenticatoio, a non parlarne più anche perché surclassati da notizie di altri episodi spiacevoli.
Un disastro del genere, dove hanno trovato la morte ben 298 innocenti (compresi i 15 dell'equipaggio), ci sorprende non poco e ci addolora profondamente ma di solito, in tali circostanze, si resta sempre un pò troppo in superficie con le valutazioni. Per analizzare la situazione a fondo bisogna, a mio avviso, andare a ricercare le cause a monte e non soffermarsi soltanto sulla disgrazia in sè, che è ormai sotto gli occhi di tutti. Forse abbiamo dimenticato gli interessi miliardari che ci sono dietro il traffico di armi, un business pauroso superiore per rendimento perfino a quello della droga (secondo al mondo) e della prostituzione (terzo al mondo).
E allora? Di che stiamo parlando? Di cosa ci meravigliamo ancora? Fa tutto parte dell'idiozia di questo pianeta sempre più pazzo e senza scrupoli dove, a un certo punto, scava scava e dietro c'è sempre il vile danaro come propulsore alla malignità. Eh già i soldi che giustificano tutto, anche la perdita di vite umane, un dazio da pagare pur di continuare a trarre profitti enormi. Il discorso delle armi è riconducibile al dare in mano ad un bambino un coltello affilato sperando poi che non si faccia male: alla fine qualcuno si farà sempre male, prima o poi. Cambiando genere ma non concetto, che cosa dire delle sigarette? Scrivono sui pacchetti: "nuoce gravemente alla salute" però si continuano a vendere, perché? Perché fruttano milioni, ovvio. Anche qui introiti enormi e tanta gente dopo si ritrova puntualmente con malattie respiratorie, tumori etc... Almeno nel caso delle sigarette si può eliminare la minaccia scegliendo singolarmente e saggiamente di non fumare preservando così, allo stesso tempo, salute e portafoglio. Nel caso delle armi, invece, la questione, avvolta anche dal torbido immancabile della politica, è assai ben più complicata.