Scade il prossimo 27 settembre alle ore 12,00, la possibilità di presentare le liste per la partecipazione alle elezioni comunali di Reggio Calabria che si "dovrebbero" tenere domenica 26 ottobre. Potrebbero essere più di mille i candidati concorrenti per i trentadue posti di consigliere e uno di sindaco. Un avvenimento eccezionale che non si comprende se animato dalla voglia di fare politica per contribuire attivamente al miglioramento di una città oramai arenata da molto tempo nella spiaggia dell'indifferenza istituzionale, dove la rassegnazione sociale sta per prendere il sopravvento, oppure, è soltanto l'effetto della crisi economica e della disoccupazione.

Sta di fatto che, nonostante si prospetti un lavoro estenuante per il nuovo sindaco e, la futura giunta comunale, per riportare la città a un livello di vivibilità decente, sono in tanti a volersi "sacrificare", sostenendo di essere disponibili e capaci di mettere in pratica le proprie potenzialità al fine di concorrere, per creare un'amministrazione di eccellenza. Ognuno crede di poter essere capace di grandi prodezze e strategie politiche, di aver elaborato modelli unici e inediti (ndr: che varrebbe la pena a questo punto brevettare), utili, se non addirittura indispensabili, per amministrare in maniera virtuosa la città. Sicuramente, alcuni candidati sono veramente detentori di un bagaglio culturale politico, all'altezza della situazione e la loro disponibilità a scendere in campo per amministrare è dettata dalla sincera voglia di cambiare le sorti della città.

Per quanto riguarda invece gli alchimisti politici improvvisati, potrebbero invece essere animati soltanto dalla tentazione di poter arrotondare lo stipendio o dalla necessità di una prima occupazione.

Reggio Calabria è un territorio che ha veramente necessità di essere recuperato sotto ogni punto di vista: sociale, economico, ambientale e soprattutto culturale. Tutte necessità impellenti che, non possono essere più prorogate, anche perché ne andrebbe di mezzo il prestigioso titolo di "Città Metropolitana" e tutti i finanziamenti previsti dal PON per le Metropoli. Occasione quest'ultima che una povera città del sud come Reggio Calabria non può permettersi il lusso di perdere. I Reggini, con questa tornata elettorale si giocano l'ultima carta possibile, per sperare in un grande cambiamento positivo.

Se gli eletti non saranno all'altezza, oppure mirano ad altri interessi che non siano soltanto quelli di costituire un governo efficiente, efficace e virtuoso, sarà la fine di una città dalle nobili origini.