Ci sono troppe persone che, dopo aver ottenuto un alto incarico, non sanno assumersi le loro responsabilità e cercano sempre di scaricare le colpe di quanto è avvenuto sugli altri. Queste persone, come il Sindaco di Carrara, non accettano la semplice idea che, anche se personalmente non avessero nulla da rimproverarsi, la responsabilità dell'accaduto ricadrebbe su di loro. Purtroppo nel nostro sistema giuridico, diversamente da quanto si verifica in altre parti del mondo, manca una procedura democratica che porti alla revoca delle figure elettive e manca un controllo sociale tale da spingere a dimettersi le persone dimostratesi inadeguate ad assolvere efficacemente il loro incarico.

Tanto è sfrenata la corsa verso le poltrone quanto inesistente la propensione a lasciarle, da parte di quanti le avessero raggiunte, qualunque cosa sia successa, per una qualche colpa accertata o, anche, senza nessuna colpa, perché quello che più manca è il senso delle istituzioni. Un senso che, dovrebbe portare ad assumersi sempre una responsabilità istituzionale, a prescindere dal rilievo giuridico delle azioni o omissioni della persona, proprio per rispetto del ruolo assunto e per rispetto dei cittadini.

Come un direttore di giornale è responsabile di tutto ciò che viene pubblicato anche semplicemente per "omesso controllo", così il capo di una amministrazione non può e non deve sentirsi irresponsabile di ciò che, in un modo o nell'altro, si può addebitare alla sua amministrazione o anche ad un'altra amministrazione pubblica. Perché, comunque, un sindaco nell'ambito del suo comune rappresenta lo Stato e, come dice esplicitamente lo Statuto del comune, un testo che gli stessi cittadini spesso non conoscono, il comune "(…) rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo" (art.1).

E deve perseguire "a) il diritto dei cittadini alla tutela e promozione della salute, alla salubrità ed alla sicurezza dei luoghi di vita e di lavoro, attuando una politica che abbia un particolare riguardo alla conservazione ed alla difesa dell'ambiente, (…) - anche con adeguati servizi di protezione civile - (…) (art.2,6 a).

Pertanto il sindaco di un comune, che "è l'organo responsabile dell'amministrazione del comune, rappresenta l'ente, sovrintende allo svolgimento della sua attività (…)" (art.21,1), non si può presentare al pubblico, composto da cittadini colpiti da una alluvione devastante, esordendo col dire: il comune non è responsabile.

Non può farlo anche se fosse del tutto vero. Come diceva un grande politico del passato: questo è peggio che un delitto, questo è un errore e, senza contare tutto il resto, che sia stato un grave errore di comunicazione è dimostrato dalla reazione popolare, per quanto essa sia stata incivile.

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