Nemmeno la spinta del premier Renzi sembra averlo dissuaso. Napolitano potrebbe lasciare l'incarico di presidente della Repubblica già dal 31 dicembre prossimo. Niente di ufficiale ancora, ma numerose indiscrezioni pervenute anche da confidenti di Napolitano non lasciano spazio a vane speranze. Prevedibili e numerose le motivazioni: dal precario stato di salute del presidente all'incertezza politica del momento, dall'età, ormai avanzata, all'enorme pressione e responsabilità che gravano su di lui. Ma nonostante l'irrevocabilità della decisione Napolitano sarebbe intenzionato a impegnarsi in un ultimo sforzo prima di congedarsi definitivamente.

Garantire, perlomeno a livello parlamentare e politico, un equilibrio ed una compattezza finora assente in Italia, evitando all'Italia uno stallo che comporterebbe un'ingestibilità incompatibile con le risposte chieste dall'Europa sul fronte economico. Restano da verificare le modalità dell'addio. Nell'incontro del 31 dicembre con le più alte cariche dello Stato e durante il messaggio di fine anno arriverebbe la conferma ufficiosa e nel giro di alcune settimane quella ufficiale andando ad innescare la supplenza del capo dello Stato ad opera del presidente del Senato Piero Grasso. Successivamente l'iter per l'elezione di un nuovo Presidente che potrebbe comportare varie problematiche vista l'instabilità politica ma soprattutto il brevissimo lasso di tempo in cui prendere una decisione così delicata.

Ovviamente è già partita la corsa alla poltrona che sarà lasciata libera da Napolitano.

Numerosi e importanti i nomi dei papabili alla sostituzione del Presidente della Repubblica. Si parte dall'ex premier e maggiore sconfitto dell'ultima votazione Romano Prodi all'ex sindaco di Roma Walter Veltroni, passando per l'inossidabile Giuliano Amato fino al sindaco di Torino Piero Fassino.

Tra le quote rosa importanti le candidature dell'esperta Emma Bonino e quella della presidente della Camera Laura Boldrini. Importante anche il nome di Anna Finocchiaro che per questo incarica studia da ben 10 anni. Tra gli outsiders possiamo trovare Piero Grasso, primo papabile per la supplenza, Pierluigi Bersani e Dario Franceschini.

Nell'attesa dell'ufficialità non resta che augurarsi la miglior soluzione ad una problematica non indifferente per la vita sociale, politica ed economica della vita del Paese.