Sono trascorsi quasi 50 anni dal 1965, anno in cui si conclusero i lavori del Concilio Vaticano II e che videro l'orientamento della Chiesa di quegli anni puntare verso altre priorità. Dopo quasi mezzo secolo,si riaprono dei nuovi spiragli, che oltrepassano nuove frontiere sino ad oggi non presi in considerazione dalla Chiesa. Lo scorso Ottobre, si è concluso infatti il Sinodo dei Vescovi che ha proposto dialoghi e dibattiti su una fra le Istituzioni più importanti della nostra società, La Famiglia, ma trattando anche argomenti sulla sessualità e il riconoscimento delle coppie omosessuali.

Papa Francesco fin dall'inizio del suo Pontificato, il 13 Marzo 2013, non ha mai smesso di sottolineare quanto sia fondamentale per i chierici e i fedeli, uscire dalle proprie sacrestie e aprirsi al mondo sofferente, peccatore e bisognoso di luce. In occasione, dunque, del Sinodo, il Santo Padre, ha voluto mettere in risalto quello che deve essere il ruolo della Pastorale in materia di famiglia, un ruolo delicato e incisivo. La Chiesa, infatti, sino a oggi non aveva mai varcato questa soglia di apertura, aveva stabilito una serie di divieti che certamente non aiutavano il cristiano, oltrepassando cosi il reale messaggio di Cristo, che volge il suo sguardo in particolar modo ai peccatori e agli uomini in difficoltà.

Una Chiesa rivolta davvero ai bisognosi e che si presenti non come un giudizio ma come verità, quella verità di cui spesso il Cristo mediante il Vangelo ci ha comunicato. Ciascun uomo del nostro tempo, investito dai tanti fatti e circostanze che la vita purtroppo impone, nutre un grande bisogno, quello di ritrovare nella Chiesa solidarietà e comprensione, aspetti che non trova in altri luoghi. La Chiesa ha, dunque, il compito di donare quella"medicina" che può curare i bisognosi e le nostre famiglie, questa "medicina" non è altro quello strumento che Dio opera ogni giorno su di noi, cioè la Misericordia.

I lavori del Sinodo che si sono conclusi lo scorso 18 Ottobre 2014 sono stati racchiusi in una relazione finale composta da 62 mozioni.

Non immediatamente tali mozioni verranno inserite nella dottrina cattolica ma rimarranno aperte al fine di ricevere ulteriori modifiche nel prossimo Sinodo che si terrà a Ottobre 2015. Tuttavia ci si può ritenere soddisfatti, lo spiraglio di apertura voluto dal Santo Padre ha dato dunque conferma e spazio a quelle che sono oggi le necessità primordiali a cui la Chiesa deve far fronte, ovvero riportare al centro della propria missione il vero messaggio di Cristo: Dio è Amore e misericordia.