Chissà se agli italiani tornerà nuovamente la voglia di prestarsi al diritto civico per eccellenza che è il voto. Il suffragio universale frutto di decennali lotte dei nostri avi adesso appare snobbato dalla maggior parte degli italiani. Il dato evidente è quello rilevato dalle appena trascorse tornate elettorali nelle regioni Emilia-Romagna e Calabria, dove il partito del non voto è quello che ha ottenuto la "maggioranza".
Confermato lo strapotere del principale partito che ha posto la fine del bipolarismo in Italia e nessun rocambolesco cambio di fronte rispetto alle previsioni, fa riflettere l'astensione di questo campione di elettori italici chiamati alle urne.
Due regioni molto differenti per tessuto sociale ed economico, lontane geograficamente, ma accomunate dalla stessa dato che conferma la disaffezione verso la politica e da tutto ciò che ne concerne (talk show, attivismo, manifestazioni ecc). Se si tratta solo di un episodio o solo di una coincidenza questo solo il tempo, con le prossime elezioni, può rivelarcelo, ma sta per certo che in Sicilia, alle regionali del 2012 è accaduto un episodio simile, alle europee 2014 anche, e dunque si tratta di casi non poi cosi isolati.
Si lascia intendere che questa percentuale di italiani avente diritto al voto, e che non lo ha esercitato, sia consenziente a sottoscrivere gli eletti scelti dalla minoranza che è andata a votare, e che gliene importi poco o nulla se al potere ci sia l'una o l'altra fazione politica.
Le cause ipotizzabili di questo astensionismo potrebbero ricondursi alla mancanza di attori politici che rappresentino le istanze degli elettori. Ad oggi infatti sembra sia solo il Partito democratico ad avere una netto consenso rispetto agli altri concorrenti. Oltre il 40% è la percentuale testimoniante il fatto che almeno per questa area, gli elettori abbiano le idee chiare, rispetto all'altro polo di centro destra ove l'elettorato si presenta frammentato tra il Nuovo centro destra di Alfano, Fratelli d'Italia affiancati da Alleanza nazionale, tra la Lega di Salvini e Forza Italia. Il calo del Movimento 5 stelle rispetto alle previsioni, rappresenta un altro esempio di come anche un'importante outsider possa ritrovarsi in difficoltà di fronte alla persuasione degli elettori e al farsi carico delle loro istanze.
Un' altra causa è da attribuire alla scarsa efficacia che avrebbe il sistema rappresentativo, data la totale discrezionalità sul modo di agire del candidato una volta eletto, che è libero di seguire o meno il programma per quale è stato votato. Talvolta il gruppo parlamentare eletto si attiene interamente o parzialmente al programma elettorale, talvolta accade che lo tradisca e allora l'elettore sentitosi raggirato, ne prende atto, perde la fiducia nel sistema e lo boicotta non presentandosi alle urne. Si nota sempre più la convinzione diffusa tra gli elettori di altre due considerazioni: in generale scarseggia fiducia nei leader politici, ad eccezione di Renzi e del crescente Salvini della lega nord, e la convinzione che il voto e conti poco o nulla.
È ovvio che non stiamo parlando di dati allarmanti, meno del 40% in Emilia Romagna, ma ciò non toglie la possibilità di una inversione del trend, e che gli italiani ritornino a farsi carico di scegliere da chi essere governato, per poi non pentirsene, e lamentarsi una volta quando delle scelte politiche non siano gradite.