Dopo la strage vicino le coste siciliane diventa sempre più allarmante e precaria la situazione di sicurezza e di disumanità in cui versa la striscia di mare che confina con le coste africane. La disgrazia dopo uno dei tanti viaggi della speranza dalla Libia verso l'Italia segna un epilogo doloroso della tratta umana. Le prime stime hanno parlato di circa 900 persone ma i numeri sono incerti, quello che è certo è che la più grave strage è una replica di un fatto già successo che a Lampedusa del 3 ottobre 2013, che fece 366 morti e 20 dispersi.

Il barcone della speranza si è capovolto per il "sovraccarico di migranti", dai racconti di chi conosce meglio la situazione perché la vive quotidianamente, gli scafisti sono diventati ancora più crudeli e riempiono di migranti oltre il limite questi barconi della speranza.

Sul barcone i passeggeri si sono spostati tutti in massa su una fiancata alla vista del King Jacob, un container di 147 metri battente bandiera portoghese, a tal punto il peso eccessivo su un fianco pare abbia determinato il capovolgimento.

Dal barcone dei migranti in difficoltà era arrivata ieri una richiesta di aiuto alla Guardia Costiera, la Capitaneria pare a tal punto abbia dirottato il mercantile portoghese che ha visto dopo lo spostamento in massa dei migranti, il peschereccio capovolgersi. Adesso è necessario che tutto ciò abbia una fine e un provvedimento serio della Comunità Internazionale pare d'obbligo, in Italia la politica è in fermento ma non sono possibili iniziative quindi Matteo Renzi ha rivolto il suo appello alla comunità internazionale e innanzitutto all'Unione europea, perché si convochi un Consiglio Ue straordinario.

Parole di preoccupazione anche per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che segnala l'urgenza di un intervento, mentre Papa Francesco ha parlato per aprire i cuori chiusi dalla crisi alla sensibilità per i poveri immigrati e ha sostenuto la necessità di un intervento perché simili tragedie non si ripetano.

In molti avanzano possibili soluzioni, ma la polveriera africana a tutt'oggi riunisce problematiche differenti e gravi che ormai hanno messo fuori controllo la situazione. Che dire poi dei problemi interni, tra il problema delle violenze delle terre africane, la povertà, regimi come quello di Boko Haram ma anche altre problematiche come le tensioni interne alla Tunisia, all'Egitto e alla Libia e le malattie che spesso decimano la popolazione amplificano questo esodo di massa che assume dimensioni impressionanti.

La situazione è degenerata e a questo punto aiutarli senza intervento armato pare impossibile, solo la repressione con la forza dei gruppi che gestiscono con violenza e approfittandosi della disperazione dei profughi, l'unica soluzione possibile è in sede con un intervento Onu restaurando l'ordine al potere e facendo accordi con in politici in loco. Anche perché dietro le coste libiche e a pochi passi è chiaro che c'è anche un problema diverso di origine terroristica, che rende sempre più disperati i cittadini di quelle zone che preferiscono la libertà e una vita migliore rispetto a quella che lasciano e per averla rischiano la stessa vita.

La situazione immigrati è drammatica anche in Italia ormai, perché gli italiani e anche gli altri Paesi sono restii all'accoglienza e a dare una mano a coloro che diventeranno criminali in casa nostra mettendo in difficoltà la sicurezza delle città. L'accoglienza in massa è impossibile ormai per questioni di sicurezza non economiche.
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