Premetto un fatto: a me Expo piace. A conferma, nonostante risieda all'estero e solo per brevi periodi sono in Italia, ci sono stato quattro volte di cui due con biglietto pieno. Tuttavia, la domanda che mi sono posto visitandola è: ma dove sono i famigerati turisti stranieri?

La presenza straniera è scarna e quantificata al 23% dei visitatori (fonte Expo). Visitandola, si ha l'impressione che siano ancora meno e gli stranieri si vedono soprattutto fra il personale dei padiglioni esteri.

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Non so voi, ma io immaginavo numeri diametralmente opposti, con quote di stranieri al 70%.

Molti credo sappiano cosa diventi Milano nel periodo del Salone del Mobile, quando migliaia di stranieri arrivano per una settimana ad animare ogni angolo della città. Io sinceramente (come altri) mi aspettavo qualcosa del genere esteso nel tempo. Invece, niente di tutto questo, ed anzi l'apertura serale di expo a prezzi modici sta al contrario penalizzando le attività commerciali del centro che sentono la concorrenza. Alla luce dei risultati è logico chiedersi perché questo scarso appeal verso i visitatori stranieri.

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Prima di tutto: il brand EXPO non ha un grande fascino verso il pubblico. Quanti di voi sanno dove si sono tenute le ultime tre EXPO? Magari qualcuno sa di Shangai, ma le precedenti? Se invece uno vi chiede dove si sono tenute le ultime olimpiadi o mondiali, sicuramente (magari con qualche confusione) ve lo ricordate.

EXPO rimane ad oggi, nell'era di internet 2.0 e delle comunicazioni a 360 gradi, un progetto datato da rivedere.

Non siamo più ai tempi dell'esposizione universale di Parigi che alla fine dell'ottocento ci lasciò in eredità la Tour Eiffel. La gente, infatti, non ha bisogno di viaggiare per vedere le nuove meraviglie della tecnica. Queste meraviglie arrivano già dentro casa nostra senza nemmeno accorgersene.

EXPO ha anche il problema di essere un evento dal basso impatto mediatico internazionale. Non ha infatti momenti emozionanti come capita per eventi sportivi, o comunque concentrati in un breve periodo

La storia recente aveva già fatto capire che una EXPO in Europa non funziona.

Questo,è il caso di Hannover 2000 che fu un completo insuccesso con 20 milioni di visitatori contro i 40 previsti. Fa sorridere adesso, il fatto che per Milano si sia preso il pessimo risultato di Hannover come target da raggiungere.

Un fattore poi da valutare è che l'Italia, a differenza di altri Paesi, non ha bisogno di una EXPO per giustificare una visita. Gli stranieri pensano all'Italia come mare, città d'arte e splendido territorio ed EXPO va a sommarsi ad esso, togliendo piuttosto che dare (dobbiamo infatti cercare di quantificare quanti soldi di turisti stranieri siano stati dirottati verso Expo da altre destinazioni).

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Allo stesso modo, i tour operator internazionali, che vendono la destinazione Italia, non hanno voluto arrischiarsi a rimodellare la loro offerta inserendo Expo nel programma ed hanno lasciato che fosse facoltativo. Da qui, ovviamente, si capisce come i famosi centinaia di charter in arrivo a Milano (soprattutto dalla Cina) siano rimasti una leggenda urbana.

Ultima riflessione, è quella per cui andando a vedere le previsioni di EXPO Spa 2015 e Camera di Commercio di Milano sui visitatori stranieri, si scopre che comunque già si prevedesse una quota non superiore al 30%.

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Una domanda sorge spontanea: ma perché allora da anni si è venduto il concetto che con EXPO Milano si sarebbe aperta al mondo?

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