Problemi di appetito? Si possono risolvere anche guardando la tv, grazie ai molteplici programmi di cucina in onda sui diversi canali. Per esempio 'La prova del cuoco' con la Clerici, 'I menù di Benedetta' con la Parodi, 'Cucina con Ale' con Borghese, 'Cotto e Mangiato' con la Gelisio e 'Ti ci porto io' con Vissani, dove si insegnano ai telespettatori, passo per passo, come preparare pietanze di ogni tipo in poco tempo. Senza contare le varie competizioni e i talent culinari come 'Masterchef', 'La sfida', 'Masterchef Italia', 'Hell's Kitchen' e innumerevoli altre, in cui cuochi blasonati danno sfoggio della loro arte in tv con piatti sempre più scenografici.
Per chi vuole imparare, ci sono un'infinità di canali dedicati alla cucina
Non saranno troppi? I piatti perfetti, ipersofisticati, complicati, frullati, sminuzzati e poi “allestiti” da chef trasformati in divi in un enorme piatto con scenografie d'effetto, hanno tolto un po' di poesia all'argomento. Si dovrebbe tornare invece ai cibi di una volta, quelli semplici e non troppo unti; e alle zuppiere tramandate dalle nonne, ai piatti della misura giusta, alla cucina di tutti i giorni che non bada al peso degli ingredienti, tramandata da antiche tradizioni domestiche. Molte pietanze, per esempio, sono collegate ad un ricordo: la torta preparata dalla nonna, di cui pregustavamo il sapore fin dalla soglia di casa sentendone il profumo, la pasta fresca della domenica mattina impastata insieme alla mamma, i ricchi pranzi di Natale, quelli appetitosi di una vacanza al mare, la frutta matura al punto giusto, colta e mangiata direttamente dall'albero in un assolato pomeriggio d’estate.
Altri si collegano invece agli insapori piatti dell’ospedale, oppure a un malessere causato da cibo avariato, a una cena trascorsa in un silenzio imbarazzato o rabbioso, a un tramezzino dal sapore di plastica consumato in piedi in attesa al pronto soccorso, e così via.
Basta anche il piatto più semplice per evocare ricordi e suscitare emozioni
Attesa, allegria, gioia, amore, ritualità e coccole; oppure freddezza, disagio, angoscia, mancanza e solitudine. Tutti ne abbiamo collegati alla cucina; e tante memorie infantili sono legate con l’odore di alcune pietanze, il colore, il sapore, i luoghi, gli oggetti, gli arnesi semplici, i tavoli, le persone di famiglia che lo preparavano con tanto amore. Il cibo oggi ha perso gran parte del significato, mentre una volta era espressione e comunicazione degli affetti.