Un film da vedere, The Eichman show, se non altro perché si vedono due fenomeni, uno è l'uso della televisione per trasmettere l'11 aprile del 1961 il processo ad Eichman da Gerusalemme, l'altro per studiare quel devastante fenomeno della rimozione che colpì tutti gli ebrei e non, e che isolò e condannò all'emarginazione gli ebrei sopravvissuti, vittime dei campi di sterminio.
Adolf Eichman fu l'SS-Obersturmbannfuhrer incaricato di organizzare il traffico ferroviario atto a portare gli ebrei nei campi di sterminio. Eseguì questo compito con efficienza e capacità, ma poi con la caduta del nazismo riparò in Argentina.
Lì venne prelevato dagli agenti del Mossad l'11-05-1960 e portato a Gerusalemme dove un anno dopo venne processato.
Le due ragioni per vedere questo film
Tale processo venne filmato dal regista Leo Hurwitz, perseguitato in America in quanto finito nella lista nera di McCarthy, e trasmesso nelle televisioni di allora. Ma il compito del produttore, Milton Truchtman, non fu semplice, in quanto dovette, non senza fatica, convincere i giudici dello stato ebraico e le vittime sopravvissute a filmare le testimonianze.
Tutto viene raccontato attraverso la figura del regista ebreo, il quale, chiuso nella sua camera d'albergo ha ritagliato tutte le foto di Eichman, le scruta e ogni notte pensa a come poter carpire un barlume di umanità nel volto invece impassibile di quell'omino apparentemente innocuo.
Difronte alle immagini delle atrocità, alle parole delle testimonianze rese da molti, quest'uomo rimane impenetrabile, non batte ciglio, e ad un certo momento proprio il regista, in pieno svolgimento delle riprese, vorrà andarsene, esterrefatto.
Èun racconto doloroso, perché l'uomo normale non si capacita di arrivare a questa conclusione, e saranno gli studi psichiatrici successivi, condotti su criminali comuni, a rivelarci quello che è un dato di fatto oggi. La mente degli ufficiali nazisti macchiatisi di massacri è quella di uno psicopatico, e non conosce redenzione e pentimento.
Ma la bellezza del film sta anche nel raccontare un altro fenomeno inquietante, come le stesse vittime preferissero tacere sulle sofferenze patite, perché la gente comune non voleva sapere.
Preferirono rimuovere e se si fosse seguito questo trend nulla dei fatti dell'Olocausto sarebbe venuto alla luce. Il film è uscito nelle sale italiane nei giorni della memoria e rappresenta un documento storico di straordinario valore insieme all'altro film uscito in questi giorni 'Il labirinto del silenzio'.