Ci sono voluti sedici anni di battaglie e contesbattaglie e contestazionitazioni, ma finalmente dal 4 marzo 2016 la famosa e dibattuta pillola del giorno dopo è diventata accessibile per le donne. L'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) si è posta in prima linea durante tutti questi anni affinché il Norlevo (il farmaco contraccettivo usato in caso di emergenza, a base di levonorgestrel) potesse essere somministrato senza alcuna prescrizione medica. 

In Italia esiste la possibilità di prescrivere la pillola da parte di consultori e ospedali in maniera gratuita e in ogni momento: proprio per questo motivo è stato deciso di far cadere il limite di prescrizione per le maggiorenni.

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L'efficacia di questi farmaci è 30 volte maggiore rispetto alla pillola anticoncezionale e la sua efficacia è pari al 95% se il farmaco è assunto tra le 12 e le 24 ore da un rapporto non protetto. 

Come funziona

La notizia è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 3 marzo dall'Aifa stessa: l'obbligo per la ricetta medica per la somministrazione del Norlevo è stato abolito. Ma non per tutte. E' stato infatti sottolineato che la vendita libera di tale farmaco rimane appannaggio solamente per le ragazze e per le donne di maggiore età, per le minorenni resta in vigore l'obbligo di ricetta non ripetibile.

Nel caso in cui la maggiore età non risultasse evidente, il farmacista è tenuto a richiedere un documento di identità per sincerarsi che la ragazza abbia superato i diciotto anni. Nel caso in cui le minorenni non possiedano la prescrizione medica, il farmacista non potrà assolutamente vendere il farmaco. 

Un grande traguardo

Il Norlevo (la più comunemente conosciuta come 'pillola del giorno dopo') è dunque accessibile senza prescrizione medica alle maggiorenni. Ma non si tratta dell'unica vittoria raggiunta dall'Aifa. Il 26 marzo dello scorso anno, infatti, era stata abolita la ricetta per la pillola dei cinque giorni dopo.

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Lo scorso gennaio, invece, l'Aifa aveva modificato la prescrizione di altri due contraccettivi d'emergenza, lo Stromalidan e l'Escapelle (simili al Norlevo ma molto più cari). 

Sono molti i medici che nel tempo si sono schierati dalla parte delle donne. Tra i più noti spicca Silvio Viale, medico torinese che da sempre si batte affinché il farmaco Ru486 diventi più facilmente accessibile alle donne che ne hanno bisogno. Sul suo account Twitter, ad esempio, ha riportato la notizia manifestando contentezza per la vittoria raggiunta e sottolineando l'importanza di promuovere questa informazione sulla rete.