Nella giornata di oggi 28 aprile inizia il concorso scuola 2016: tra mille polemiche, minacce di ricorso per mancanza di commissioni e griglie valutative, la macchina procedurale ha preso avvio. Gli attacchi da parte dei docenti precari all'organizzazione e all'intera riforma della 'Buona scuola' diventano sempre più duri: una lettera, inviata a OrizzonteScuola racconta qual è la diposizione d'animo con cui moltissimi insegnanti precari e abilitati si preparano a partecipare alla selezione. L'attacco è a tutto tondo: al centro c'è sia la questione della riforma nella sua interezza sia la condizione particolare che riguarda il concorso a cattedra; e, soprattutto, si parla di pericolo per la democrazia.

'Atteggiamento becero ed autoritario'

Ad essere in crisi in Italia non sarebbe soltanto il mondo dell'istruzione, a causa dell'assurdità di una riforma e di un concorso scuola 2016che calpestano i diritti di insegnanti e allievi, ma l'intera vita democratica. Secondo l'estensore della lettera, infatti, il governo e il premier hanno da un lato sottolineato come si sarebbe ascoltato chiunque volesse partecipare al processo riformativo, ma dall'altro ha imposto, calandola dall'alto, una riforma della scuola che nessuno voleva o che nessuno voleva fatta in questo modo. Si tratterebbe, dunque, di un 'atteggiamento autoritario' o, addirittura, 'dittatoriale', dal momento che non sono state ascoltate le parti sociali, i sindacati, le famiglie, i comitati.

Il problema riguarda proprio la 'sovranità popolare': essa sarebbe svanita a causa di un governo che calpesta i diritti acquisiti, che ama la dinamica dell'uomo solo al comando, che mette in crisi le istituzioni democratiche attaccando la magistratura e ponendosi al di sopra di essa.

E la democrazia?

La democrazia sarebbe in pericolo: il modo con cui è stata portata avanti la riforma ed è stato imposto, tra mille irregolarità, il concorso scuola 2016 darebbero un segnale assolutamente chiaro. Il governo Renzi, secondo l'estensore della lettera, non accetta il confronto perché sa di perderlo, perché sa che le scelte che stanno portando avanti, nel disprezzo di ogni confronto democratico, porteranno alla rovina le vite di migliaia di persone e di famiglie.

Insomma, l'insieme di manovre che sono state portate avanti nell'ambito dell'istruzione darebbero il senso complessivo all'operazione svolta da questo governo: si tratterebbe, insomma, di un attacco alla democrazia e alle sue forme di libera espressione. L'estensore parla di 'viltà' nell'evitare il dialogo e la condivisione delle opinioni, e afferma, senza troppi giri di parole, che il governo sta distruggendo il paese e, ovviamente, per farlo fino in fondo si deve partire dall'istruzione, dove si dovrebbe formare il cittadino consapevole. Il dibattito resta aperto, dunque: per aggiornamenti e approfondimenti sul mondo dell'istruzione, cliccate su 'Segui' sopra l'articolo.