La storia parla chiaro e lascia poco spazio all'intuito personale troppo spesso legato a scarse conoscenze in materia e ai passaggi - saltati - dei media che raccontano solo il lato superficiale della tragedia che realmente è. Comprendere la portata e la profondità dell'argomento immigrazione non è cosa da poco e non si può pensare di esaurirlo in poche righe. Si possono però offrire spunti sui quali pensare.

L'egemonia coloniale

Gli attuali stati africani nascono come prodotto dell'egemonia coloniale la quale ha lasciatoin eredità alle classi dirigenti degli stati indipendenti, confini nazionali poco sensibili alle realtà sociali, apparati amministrativi poco sviluppati, e sistemi economici deboli e strutturati attorno agli interessi europei.

L'africa per lungo tempo è stata teatro di instabilità di vario genere anche se tra il 2000 e il 2014 ha messo in atto importanti cambiamenti di crescita sostenuta che però non sono bastati a non renderla comunque terra di instabilità.

I numerosi conflitti armati lasciano capire che la debolezza statale ha la meglio. Tutto questo in combinazione con le diverse identità religiose che nel passato non avevano creato divisioni e conflitti così acuiti.Perché dall'Africa si muove un flusso di persone così importante?

Cos'è successo negli anni in quei paesi? Il 1964 segna l'accordo tra la Cee e le18 ex colonie africane. Tale Convenzione offriva una serie di vantaggi commerciali e un programma di aiuti finanziari per lo sviluppo, prevedendo anche una serie di iniziative di cooperazione tra le colonie e i Paesi europei. Idea sostenuta dai centri di ricerca economico-Politica più influenti nel mondo sostiene che tale manovra è stata un modo surrettizio per legare lo sviluppo del continente africano all’economia europea, ovvero, non essendoci più il dominio coloniale, tali accordi commerciali proteggevano qualche prodotto, ma sostanzialmente facevano in modo che il Paese africano non andasse a cercare dei partner in altre parti del mondo, limitando la partnership all’Europa.

Quindi già allora si aveva una situazione complicata che ad oggi ha portato a duefenomeni: in primo luogo vi sono i prodotti che arrivano dall’Europa e che portano alla chiusura di aziende locali, all’acquisto di quelle terre da parte di multinazionali o di altri Paesi -la Cina prima di tutti- e al conseguente abbandono dei nativi.

Non avendo più a disposizione terre da coltivare, il passo verso le grandi città è breve, così come lo spostamento verso l'Unione Europea e verso l'Italia, paese che sta prendendo misure preventive per il fenomeno.

Nella parte settentrionale del Sud Africa è in atto un processo di desertificazione che porta una significativa diminuzione della produttività rurale. Questo provoca uno spostamento delle attività commerciali verso le zone più popolate dei centri urbani africani già sotto pressione per l’alta densità demografica. In Africa si registrano infatti fenomeni di urbanizzazione non paragonabili a nessun altro continente.

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Queste poche righe altro non sono che minuscoli assaggi di una realtà politica e non solo, che invade invisibili sfere d'influenza, incide su insospettabili interessi, suscita imprevedibili reazioni e sopratutto produce inimmaginabili conseguenze che alterano gli assetti geopolitici delle nazioni colpite dai fenomeni sopra descritti.

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