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Andrà in onda questa sera su Rai Uno, il film "Io ci sono" con protagonista Cristiana Capotondi che veste i panni di Lucia Annibali, nota alla cronaca per essere stata sfregiata con l'acido il 16 aprile 2013. Una violenza che ha visto protagonista ancora una volta una donna, come tante altre in Italia. Il motivo: una relazione finita. Infatti si scoprì in seguito che a "ordinare" l'aggressione con l'acido era stato Luca Varani, anche lui avvocato come la Annibali, con il quale la donna aveva avuto una relazione. In "Io ci sono" Varani è interpretato da Alessandro Averone. Il film è una coproduzione Rai Fiction e Angelo Barbagallo, Bibi Film, per la regia di Luciano Manuzzi ed è tratto dal quasi omonimo romanzo "Io ci sono.

La storia di un amore", scritto dalla stessa Annibali e Giusi Fasano. La Capotondi ha detto, in occasione della presentazione ufficiale del film, di essere onorata per essere stata chiamata ad interpretare Lucia. "Lei è simbolo di coraggio", ha aggiunto l'attrice, "un esempio per tutti. Per me Lucia è l'eroina di una guerra contemporanea. Una donna che ha sfidato il dolore con ironia e autoironia. Interpretarla è stata l'occasione di una vita."

L'esempio della Annibali

La Annibali infatti ha dimostrato in molte occasioni di essere una donna forte, pronta a rialzarsi nonostante una così terribile tragedia. Ha sopportato operazioni e dolore, ma ha avuto il coraggio di parlare della sua storia, nel libro che ha scritto e con i media. È stata presente persino in tribunale, durante il procedimento contro il suo ex Varani, non temendo di guardarlo in faccia, e non ha mai nascosto i segni che tutt'oggi porta in viso, prova di quella tragica notte del 16 aprile.

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Attualmente Lucia Annibali è un consigliere giuridico del Ministero delle Pari opportunità.

Non è sicuramente un caso che il film venga mandato in onda questa settimana: il 25 novembre è infatti la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. La Annibali rappresenta il coraggio per tutte le donne che sono vittime di soprusi e violenze, non solo fisiche ma anche psicologiche.

Il regista Manuzzi ha dichiarato: "La caratteristica che rende particolare Lucia, ed esemplare, è il coraggio con cui la vittima si è mostrata, col suo volto deturpato, facendo di se stessa il testimonial più eloquente del silenzio che va spezzato, per denunciare come l'idea di possesso del corpo della donna sia per molti maschi italiani una realtà anche nel nuovo millennio". Tuttavia, la Annibali ci tiene a precisare, come riferisce Vanity Fair, di non volersi sentir definire "sfregiata". "Ho scelto la vita", ha detto l'avvocato, "e la sceglierò sempre." Esclude ad oggi di tornare a fare l'avvocato ma di certo sarà un esempio per testimoniare come la violenza di genere vada combattuta, da tutti.

A questo proposito, il Ministro Maria Elena Boschi le ha proposto di organizzare un piano per la campagna contro questo subdolo tipo di violenza.

Dunque, appuntamento questa sera alle 21.30 su Rai Uno, per conoscere la storia di una delle tante donne che hanno saputo rialzarsi nonostante tutto.