La Francia allo sbando, ora anche i poliziotti contro lo Stato. Che sta succedendo sotto la Torre Eiffel? Nonostante le rassicuranti parole del ministro Cazeneuve, che si mette dalla parte dei poliziotti e afferma che tutta la Francia li protegge, la partita è davvero dura per il Governo.

Secondo i commenti pubblicati suLe Figaro e Le Devoir, il Governo temeva che le proteste potessero esacerbarsi ulteriormente, perché il detonatore della rivolta dei poliziotti era costituito da un gravissimo fatto, ossia l'attacco all'autovettura di quattro funzionari di polizia, data alle fiamme, con uno di essi in condizioni disperate.

I poliziotti non controllano più il territorio

Quando i poliziotti non controllano più il territorio, addio sicurezza. Quando poi i poliziotti sono addirittura in balia dei malviventi e dei potenziali terroristi nascosti nelle banlieu, siamo alla frutta. Se infine vengono mandati allo sbaraglio e ci rimangono secchi o vengono bruciati vivi, senza che nessun prefetto intervenga per rafforzare i contingenti addetti alla sicurezza, siamo alla canna del gas.

France Tv asserisce che la questione della sicurezza oggi riguardi anche direttamente la "professione" del poliziotto.

I poliziotti, dunque, non ce la fanno più e marciano sugli Champs Elysée, certamente incuranti che un certo generale De Gaulle calcò quel sacro terreno dopo aver sbattuto fuori i nazisti da Parigi, con il nuovo Stato francese in trionfo. Ma quei tempi e quella europa sono ormai miraggi lontani, affollano le pagine di storia, forse neanche più lette da distratti studenti ampollosamente definiti "nativi digitali".

Non è solo la Francia ad essere in questa condizione, sia chiaro, ma colpisce la realtà francese, perché da quelle parti lo Stato sembrava ancora dare segni di vita. Invece boccheggia come nel resto del Continente.

Una crisi che viene da lontano?

Oltre alla strage diNizza, ultimo tragico colpo alla Francia, vi sono fatti che vengono da lontano e riconducono alla storia recente, siamo nel2011, gli anni in cui impazzava Sarkozy, Obama era considerato un astro non più nascente ma ben piantato in alto nel cielo del nuovo mondo, incluso quello arabo, e Berlusconi era, per contro, sotto schiaffo.

La Francia comincia a fare passi falsi da quel momento in poi. Non è un caso che, come osserva l'OBS, la crisi finanziaria si sia tradotta oggettivamente in crisi sociale. Anche un'immigrazione nella media europea, tutto sommato, come evidenzia L'Express, nel 2012, può tuttavia creare instabilità, se un'intera società versa in una crisi sociale diffusa. La forte protesta contro la riforma del mercato del lavoro, voluta soprattutto da Hollande, è un indicatore di questa crisi di lungo periodo, oggi al top della sua crescita.

L'Europa, come ha evidenziato anche Renzi, non ha saputo rispondere alla crisi e neanche all'emergenza immigrazione, e il resto è cronaca. Fino a giungere ai poliziotti in rivolta contro lo Stato. Ciò non significa che vi sia una diretta corrispondenza tra la presenza massiccia di immigrazione e la criminalità che blinda le banlieu, ma certamente i fatti che si sono susseguiti e che hanno avuto Parigi come teatro stanno a indicare che, come anche negli USA si sostiene, la Francia non sia riuscita a frenare certe infiltrazioni di personalità diventate francesi a tutti gli effetti.

Questi sono fatti, e accertamenti di indagini alla mano, non opinioni. La Francia, negli ultimi anni, è stata l'epicentro di un terremoto culturale prima ancora che sociale ed economico e l'ultimo shock dei poliziotti in rivolta contro le classi dirigenti è un'ulteriore conferma di questo trend, piaccia o meno.

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