Il percorso elettorale che ha visto contrapporsi Hillary Clinton e Donald Trump per la Casa bianca è stato contraddistinto da parole e promesse forti, in particolare per argomenti sensibili come l'immigrazione e il cambiamento climatico. In generale, la Clinton si poneva in continuità con quanto fatto dal suo predecessore Barack Obama, dunque gestione dei flussi migratori, interventismo militare, ruolo guida (se non addirittura egemonico) degli Stati Uniti negli equilibri mondiali, valorizzazione del ruolo della donna, tutela ambientale e riforma della sanità.

Trump, all'opposto, ha centrato la sua campagna elettorale su un ritorno all'isolazionismo, espulsioni dei migranti (in particolare quelli irregolari), rafforzamento del muro al confine con il Messico, maschilismo, riduzione del ruolo Usa nella Nato ed eliminazione dell'Obamacare. Inoltre, ha fatto leva su dichiarazioni effettuate prima delle elezioni, come ad esempio la contestazione del Riscaldamento globale. Sappiamo tutti che, nonostante la l'inverosimilità delle dichiarazioni di Trump, è risultato lui il vincitore.

Le dichiarazioni di Trump

Fin dall'inizio della sua attività politica Trump si è scagliato contro i discorsi progressisti che si sono diffusi nell'ultimo decennio, arrivando ad affermare addirittura l'opposto di tali narrazioni.

Forse uno dei tweet più famosi è stato quello sul riscaldamento climatico, nel quale il neo eletto presidente ha affermato che "il concetto di riscaldamento climatico è stato inventato dai cinesi in modo tale da rendere l'industria manifatturiera statunitense non competitiva."

Oltre a questa affermazione sul riscaldamento climatico, Trump ha affermato durante la campagna elettorale di voler imporre dazi sull'importazione di merci cinesi, ponendo l'accento su una dimensione commerciale delle relazioni internazionali.

Quindi i rapporti tra i due paesi rischiano di subire ripercussioni.

Un altro elemento distintivo dei discorsi pronunciati da Trump è stato il ricorso alla misoginia, scagliandosi in particolare contro la sua avversaria Hillary Clinton. In uno dei tweet più diffusi (poi scomparso dai social network), il tycoon si chiede provocatoriamente "Se Hillary Clinton non è riuscita a soddisfare suo marito, come può riuscire a soddisfare l'America".

Quest'ultima affermazione non è isolata, ma si pone in continuità con diversi momenti della sua vita extra politica in cui ha dato sfoggio al suo atteggiamento sessista.

L'immigrazione e la questione Isis sono state egualmente due concetti chiave. In particolare, Trump ha recentemente dichiarato che espellerà tra i due e i tre milioni di immigrati clandestini, che spacciano e portano degrado nelle città americane. Inoltre, uno degli obbiettivi dichiarati è quello di ampliare il muro al confine col Messico. Per quanto riguarda l'Isis, Trump ha accusato Hillary Clinton e Barack Obama di essere i diretti responsabili della formazione del gruppo terroristico. Ha poi generalizzato il discorso collegando immigrazione irregolare, terrorismo e presenza di mussulmani, fino ad assumere comportamenti islamofobici.

affermazioni di Donald Trump

Chi è, quindi, il perdente?

Il vero perdente di queste elezioni non è Hillary Clinton, ma l'intera narrazione progressista consolidatasi nell'ultimo decennio, con l'affermazione di diritti umani e diritti civili acquisiti nel tempo e con diverse lotte. La questione razziale, da sempre argomento sensibile negli Stati Uniti e per la quale negli ultimi decenni si sono fatti passi avanti (seppur solo formalmente), rischia di esacerbarsi nuovamente; la parità di genere; l'integrazione; la lotta al riscaldamento climatico. Questi sono solo alcuni esempi di diritti acquisiti e progresso raggiunto che rischiano di subire un arretramento a causa dell'elezione di Donald Trump.

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