Otto anni fa il mondo ha assistito alla spettacolarecampagna elettorale presidenziale negli U.S.A. che ha visto la vittoria di Barak Hussein Obama. Nessuno penserà che dietro quel tipo di vittoria non ci sia stato uno studio attento dei bisogni degli elettori. Sul web alla portata di chiunque possa leggere in inglese,èpossibile trovare le analisi psicologiche legate alla sua campagna elettorale.

Mestiere antico?

Il mestiere del politico è quello di manipolare. La manipolazione è la sua natura ed una sua necessità.

Egli deve essere capace di traslare su di sé le aspirazioni del popolo e apparire certo di poterle realizzare, tutte. Il suo mestiere non è quello di informare, l'informazione è una scelta personale di ogni cittadino. Il suo mestiere non è far crescere la sua opinione in modo disinteressato ed obiettivo. Il politico vuole raggiungere un obiettivo sul popolo e cerca di ottenerlo, solitamente, escludendo la possibilità di una comunicazione onesta, cristallina.

Interessante sarebbe capire se è la società che necessita di essere manipolata perché non ha voglia di capire realmente, perché farlo costa fatica, vuol dire in - formarsi.

Se la realtà è quella scritta ad inizio articolo dove il mestiere di chi fa politica è quello di manipolare la realtà dei fatti, se ne deduce che la politica voglia tenere la società in balia delle scelte che la classe al potere esercita. In suo aiuto arrivano anche la televisione, i giornali, i telegiornali e gli altri mezzi di comunicazione. Tutti al servizio del nulla.

Aspiriamo al cambiamento?

Oggi sopratutto, la società, termine che non ha una valenza astratta, la società siamo tutti noi, ha necessità di ascoltare proposte concrete che siano analizzate in modo accurato, senza ombre.

Ma siamo pronti davvero a recepire un cambiamento radicale? La maggior parte delle persone, educata alla televisione spazzatura e vittima consapevole, non sviluppa affatto la capacità di proiettare e mantenere l'attenzione su un argomento complicato, come può essere quello politico, non ha voglia di conoscere in modo approfondito.

Ne consegue che il politico che voglia essere ascoltato, votato e assecondato, debba essere in grado di giocare sull'emotività di chi lo ascolta, deve saper tenere alta la sua soglia - labile - di attenzione.

Si sa, il sapere, annoia.

Se Obama ha studiato attentamente cosa dire, come dirlo e con quale tono di voce, Donald Trumpnon si dimostra da meno. Secondo quanto riporta il Washington Post,pare abbiaassuntouna società per conoscere i profili psicologici di milioni di elettori statunitensi. Negli Stati Uniti non si parla di privacy come in Europa, quindi che un candidato presidente cerchi informazioni banali come la scelta del tipo di ristorante o le preferenze musicali, sui potenziali elettori, è roba di poco conto.

I magnate si è affidato ad una società per “determinare la personalità di ogni singolo adulto che vive negli Stati Uniti“. Inquietante. L'obiettivo? Convincere (o manipolare?) fino all’ultimo elettore ritenuto ancora indeciso in vista delle elezioni presidenziali dell’8 novembre. Tutto pur di arrivare alla Casa Bianca. La nuova arma (è proprio il caso di dirlo) consiste in un capillare sistema di monitoraggio chepermette allo staff del magnate di identificare più facilmente chipuò essere asservito a votare per lui.

Il sistema prevede anche che agli elettori più indecisi e ritardatari siano inviati regolari raccomandazioni sui luoghi dove vengono organizzati i comizi pro-Trump. Il sistema prevede anche la concentrazione della pubblicità negli Stati degli indecisi.

Eppure la coscienza civile americana riflette il concetto, profondamente condiviso, della libertà individuale anche dando poco potere allo Stato. Sono proprio sicuri sia così?

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