Innanzitutto di cosa si tratta? Proprio perché ormai giunta alla settima edizione, è impossibile non averne sentito parlare.

Tale "incontro di persone che credono nel valore della politica", come piace definirlo a Matteo Renzi, nasce nel 2010, contestualmente all'esigenza di "rottamare" la vecchia classe dirigente, emersa ad opera del Premier stesso e di Pippo Civati. Si configura come meeting "senza bandiere", una possibilità per i non addetti ai lavori di prender parte ai tavoli di lavoro, una occasione per scambiare opinioni. L'evento si svolge in autunno, nella sede della Stazione Leopolda di Firenze.

Dalla prima edizione "Prossima fermata Italia" molte cose sono cambiate:

  • le divergenze su molti temi hanno sempre più increspato i rapporti tra i due rottamatori promotori, portandoli anche a fronteggiarsi durante la sfida delle Primarie del Partito Democratico nel 2013;
  • tra organizzatori e ospiti si sono avvicendate svariate figure politiche, da Debora Serracchiani a Matteo Richetti, da Davide Serra a Pietro Ichino, da Maria Elena Boschi ad altri Ministri in carica;
  • il tema cardine scelto per ogni edizione è stato sempre diverso, "Big Bang" nel 2011, "Viva l'Italia Viva" nel 2012, "Diamo un nome al futuro" nel 2013, "Il futuro è solo l'inizio" nel 2014", '"Terra degli uomini" nel 2015, "E adesso il futuro" per l'edizione in corso, dal 4 al 6 Novembre 2016;
  • Matteo Renzi, allora Sindaco di Firenze, è nel frattempo diventato Premier.

Gli avvenimenti politici degli ultimi anni hanno aumentato il numero di partecipanti all'appuntamento, che durante la sesta edizione ha raggiunto il valore massimo.

A quanto pare l'entusiasmo non ha fatto che accrescersi, ma quanto di quel progetto idealizzato è stato poi attuato da un Rottamatore che è riuscito ad affrontare la scalata fino a raggiungere la vetta e formare una "squadra"? Forse solo una piccola parte di promesse ha trovato attuazione politica e molto probabilmente non è un caso che quest'anno la data di inizio cada un mese esatto prima del banco di prova per il Premier e il suo Governo: il Referendum Costituzionale del 4 Dicembre.

I temi di quest'anno sono terremoto, protezione civile, terzo settore, leggi sociali e volontariato. Forse è proprio per questo che tale manifestazione non perde smalto e non smette di attrarre anche "profani" e "miscredenti": non è rivolta ai soli "addetti ai lavori", ma ai civili, a uomini e donne che portano e aggiungono con la propria presenza una testimonianza, un'idea, un sogno.

Il problema forse è che a un certo punto i sogni e le aspettative non bastano più, occorre trasferire i discorsi in legge e le leggi in opportunità, affinché queste non siano solo limiti, ma anche prospettive e orizzonti nuovi. Attendiamo i dati dalla Leopolda 7 e, cosa più importante, del Referendum.