In un momento così delicato della vita nazionale, uno studente, un giovane laureato e bravo, dovrebbe rappresentare un valore aggiunto per una qualsiasi azienda o università, invece no.

La mappa prodotta dal Irpps-Cnr fa paura. Il saldo tra ricercatori usciti ed entrati dall'italia è del -14,1%. L'unico negativo in Europa e che dovrebbe far riflettere. I nostri ragazzi lavorano in ogni angolo del pianeta e senza alcuna intenzione di tornare. In Italia le condizioni di Lavoro sono meno favorevoli sotto tutti i punti di vista; bassi introiti, irrisorie prospettive di carriera e scarsa soddisfazione.

Fuori dai confini invece, i nostri dottori si esaltano, si trasformano e vengono premiati.

Una volta lavoravamo gratis

Questo è il racconto di Roberta, Giuseppe, Mario, Miriam, Francesco, Stefania, sono oltre 3mila i nomi dei cervelli fuggiti all'estero. Dottori che hanno smesso di vagare a vuoto tra un tirocinio e l'altro, una piccola borsa di studio, una collaborazione gratuita, tante promesse e nulla di concreto. Personalmente ho conosciuto tanti giovani laureati insegnare materie non adatte alla loro preparazione, ma dovevano pur mangiare.

Altri non hanno accettato le misere proposte della “Buona Scuola”. Ora, con le dovute difficoltà iniziali molti di loro si sono inseriti in nuovi ambienti di lavoro, nuove società, e non hanno alcuna intenzione di rientrare in patria, al vecchio.

I numeri del fenomeno

Nonostante i dubbi di coloro che non vedono al di là del naso, il fenomeno esiste. L'Italia rischia di rimpiangere e pagare un caro prezzo sociale ed economico se non protegge le proprie eccellenze.

Il nostro paese perde in media il 16,8% dei laureati fatti in casa e attrae solo un 2,7% di scienziati stranieri. Il confronto con l'Europa che conta è impietoso se riferito all'esiguo numero di connazionali propensi al rientro: meno del 30 per cento degli espatriati. A questo ritmosi rischiadi perderne oltre 35mila nel prossimo decennio, e 5/6miliardi per formarli. Non è un buon affare. Il sistema economico italiano non può permettersi di fare un tale regalo ai concorrenti mondiali.

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