Dalle parti del PD, siamo al lancio dei coltelli, il Congresso di oggi si è ridotto a un regolamento di conti (non risolto) che è palpabile in tutta la sua plasticità nell’accorato intervento di Roberto Giacchetti, oggetto del suo scherno la minoranza PD.

Roberto Giacchetti dopo avere ringraziato Matteo Renzi (per come ha condotto la campagna politica referendaria) e Paolo Gentiloni (per essersi assunto la responsabilità di guidare in queste condizioni politiche il governo), ha puntualizzato come non intendesse unirsi ad un clima di comunanza politica e di applausi dove sembrava che non fosse accaduto nulla di anomalo all'interno del PD; Giacchetti si è dichiarato d'accordo sul "non cacciamo via nessuno" di Matteo Renzi, ma ha chiesto ci si appellasse alla moralità, l’etica ed alla dignità di ciascuno nel valutare la doppia moralità di personaggi come "il nuovo Davide", Roberto Speranza candidato alla segreteria di partito perché non crede nell’uomo solo al comando, a lui ed a tutta la minoranza ha fatto notare che il loro vero punto non era nell'uomo al comando, ma che quest'uomo non fosse Matteo Renzi.

Per Giacchetti, Roberto Speranza e la sua minoranza, ad oggi hanno fatto tutto quello che volevano alle spalle del PD, il livello della loro discussione sulla Riforma elettorale l'ha paragonato al gioco dell'Oca, rivolgendosi a Speranza e la sua minoranza ha poi tuonato: Hai la faccia come il culo, avete la faccia come il culo.

Orfini con un poco di fatica ha ripristinato l'ordine con Matteo Renzi con la faccia tra le mani.

La replica di Roberto Speranza passa per il suo account Facebook, con un lapidario:

"Del resto lo stile è come il coraggio di Don Abbondio...".

A questo punto appare evidente che le due anime del PD non possono più viaggiare nello stesso partito, ma sembra evidente che non sarà Renzi a lasciare la segreteria del partito e a fondare un suo partito come qualcuno aveva teorizzato, appare chiaro come si stia lavorando per espellere la minoranza del PD nel nome del "se non siete d'accordo con noi cosa fate con noi?".

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Matteo Renzi

Non a caso Giacchetti ha nominato durante il suo intervento Fassina, che per coerenza dal PD è uscito quando doveva.

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