Matteo Renzi si è dimesso, ha vinto il No in larghissima maggioranza, in Sardegna con addirittura il 70%.

Il paese ha partecipato alle elezioni in larga maggioranza: nonostante le previsioni, ha votato il 65% degli Italiani, è stata "una grande giornata di Democrazia" come ha dichiarato lo stesso oramai ex premier Matteo Renzi.

La Costituzione è preservata per volere elettorale ed a questo punto si attende che venga anche applicata.

Lo spread oggi è a 178, e forse la colpa è proprio di questi mesi di “Al lupo, al lupo” nel nome di una idea di governabilità associata allo stesso Referendum.

Che cada un governo è stato ritenuto dall'elettore Italiano meno importante del preservare la Costituzione, un Governo non deve cambiarla deve rispettarla, se non lo facesse sarebbe un Governo di rappresentanza (e forse viste le dimissioni quello di Matteo Renzi lo era).

Non ci sarà nessuna Apocalisse a breve, cadrà qualche testa non Renziana, molti come Padoan resteranno per la legge di stabilità e per la riforma elettorale, dovrebbe arrivare un governo di scopo.

Siamo semplicemente senza Riforma Costituzionale e nessun aveva chiesto venisse riformata (non era in nessun programma elettorale), nell'immediato futuro si accredita l'ipotesi di un governo di scopo Grasso per la Riforma elettorale.

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Matteo Renzi

Nel suo discorso di dimissioni da Montecitorio Renzi ha insistito su una rappresentazione dell’Italia che è migliorata.

Quella che è stata bocciata è stata una Riforma estremamente personalizzata, ma non in assoluto l’idea di rivedere la Costituzione, l'urgenza di scopo ora è quella dell’approvazione della legge di bilancio e di una riforma elettorale per le prossime elezioni.

Le Riforme Renzi sono state poche condivise, le scelte del suo Governo sono state scelte politiche, per tale motivo dal PD ci si aspetta che si dimetta anche da segretario del partito per questioni di coerenza, come si è dimesso da Presidente del Consiglio.

Si è votato No e Matteo è stato deposto, servono ed urgono adesso riflessioni serie su come quel No sia stato mosso dall’esasperazione dell’elettore.

L’origine dell’epopea di Renzi è figlia di scelte indirizzate da Napolitano, Presidente della Repubblica bis acclamato da un intero Parlamento, preme ricordarlo per un passaggio particolarmente significativo del discorso di Renzi ieri, dove il prossimo ex premier si è rappresentato come vittima sacrificale con un: In Italia non perde mai nessuno.

Io ho perso. L’esperienza del mio Governo finisce qui”, prova di dignità che dovrebbe essere coerentemente esercitata anche al congresso del PD di domani.

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